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martedì 4 marzo 2014

Un piano per la diffusione dell'energia solare in Uruguay: opportunità per le imprese "green"

Quattro Istituti si impegneranno in una campagna  a favore dell’istallazione di impianti solari di carattere residenziale che aiutino le famiglie a risparmiare

In Uruguay, quattro Istituti si sono fatti carico di un piano a livello statale che permetta la diffusione di impianti solari che aiutino le famiglie della Republica Oriental del Uruguay a risparmiare.
 Nel corso dell’anno il ruolo di queste entità consisterà nel promuovere, all’interno del settore residenziale, l’istallazione di sistemi solari per la produzione di acqua calda in modo da consentire alle famiglie un notevole risparmio economico ed energetico. Attualmente la bolletta dell’energia equivale al 37% delle entrate di ogni nucleo, importo che dovrebbe ridursi notevolmente proprio grazie al  nuovo Piano Solare.
Secondo i dati tecnici rilasciati dagli esperti, ogni impianto riuscirà a coprire dal 60 al 90% del fabbisogno di acqua calda di ogni famiglia, diffondendo anche la cultura del risparmio idrico ed energetico nel paese.

A capo di questa iniziativa oltre all’Autorità nazionale per l’Energia, anche il Banco Hipotecario BHU, l’Unità che si occupa della regolamentazione dei servizi di energia e acqua (URSEA) e la società elettrica UTE Tech.
Le istallazioni, i cui costi vanno da 500 a 1500 dollari, saranno finanziate entro 60 mesi dalla BHU dopo aver ricevuto la delibera dell’Istituto di Norme Tecniche , laboratorio Tecnologico facente parte della facoltà di Ingegneria dell’Universidad de la República.
I finanziamenti saranno concessi con il BROU ( Banco Republica Oriental de Uruguay) che ha già attivato delle linee di credito ad hoc.

Se ciò non bastasse inoltre il piccolo ma importante stato latino americano, da tutti considerato ancora la Svizzera del Sud America, può offrire delle linee di credito per le PMI fino a 500.000 USD, per le imprese che decidano di investire sul suolo nazionale.

Cenomani è in grado di aiutare come consulente le imprese del settore delle Rinnovabili intenzionate a sondare il mercato uruguaiano, grazie alla fluida e continua collaborazione con entità pubbliche e private di Montevideo.




lunedì 17 febbraio 2014

FRI (Fondo di Rotazione per l'Internazionalizzazione): finanziamento a chi decide di internazionalizzare la propria impresa

Il Fondo di Rotazione per l’Internazionalizzazione (FRI), sostiene programmi di investimento realizzati da imprese lombarde, in forma diretta o in joint-venture con altre imprese, finalizzati alla creazione di Insediamenti produttivi permanenti all’estero. Tali insediamenti sono da intendersi come stabilimenti produttivi o strutture operative finalizzate alla produzione di beni o all'erogazione di servizi e dotate di autonomia economica e tecnico funzionale.

Questa agevolazione:
  • sostiene le Micro Piccole e Medie Imprese lombarde nella realizzazione di programmi di investimento all’estero finalizzati alla realizzazione di nuovi insediamenti produttivi, centri di assistenza tecnica,strutture logistiche di transito e distribuzione internazionale. 
  • sostiene i progetti realizzati congiuntamente da più imprese lombarde;
  • semplifica le modalità di realizzazione dei progetti e riduce l’investimento minimo da parte delle imprese;

La dotazione finanziaria del bando è di € 4.200.000,00: la scadenza del bando è legata all'esaurimento dei fondi previsti.



A chi si rivolge

Possono richiedere l’Intervento Finanziario le PMI in qualunque forma costituite, ivi incluse le società cooperative e le società consortili, in  possesso di uno dei seguenti requisiti alla data di presentazione della domanda:
a. attive da almeno due anni nel settore manifatturiero (codice primario Ateco 2007 lett. C);
b. attive da almeno due anni nel settore delle costruzioni (codice primario Ateco 2007 lett. F);
c. attive da almeno due anni in uno dei seguenti settori dei servizi alle imprese (codice primario Ateco 2007):
  • J 62 Produzione di software, consulenza informatica e attività connesse;
  • J 63 Attività di servizi d’informazione e altri servizi informatici;
  • M 70 Attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale;
  • M 71 Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche; 
  • M 72 Ricerca scientifica e sviluppo; 
  • M 73 Pubblicità e ricerche di mercato; 
  • M 74 Altre attività professionali, scientifiche e tecniche;
  • N78 Attività di ricerca, selezione, fornitura di personale;
  • H 52.10 Magazzini di custodia e deposito per conto terzi;
  • H 52.24 Movimentazione merci.

I soggetti richiedenti devono inoltre, alla data di presentazione della domanda:
  • essere iscritti al registro delle imprese;
  • avere una sede operativa in Lombardia da almeno due anni

domenica 2 febbraio 2014

Progetto Surgelazione Rapida Individuale (IQF) in Paraguay: ricerca partner


Ricerca partner settore impianti surgelamento in Paraguay


Il Paraguay, assieme ai giganti Argentina e Brasile, è uno dei produttori mondiali più rilevanti di soia.

L'Edamame corrisponde ai fagioli della soia ancora in uno stadio acerbo che trova grande diffusione nella cucina asiatica, e recentemente nord americana.
Sta prendendo piede lo sfruttamento dello stadio precoce della soia in quanto si presta in maniera notevole per ciò che riguarda il surgelamento del bacello e/o dei fagioli, per poi essere immesso nel mercato sottoforma di preparazioni alimentari pronte, le quali in Europa e negli Stati Uniti raccolgono un gran numero di adepti.

In Paraguay attualmente rappresentiamo un'impresa del settore, con importantissimo socio del comparto food, con rete distributiva internazionale che ricerca un socio italiano apportatore di know-how nel settore degli impianti di  IQF ( Individual Quick Freezing) capace di contribuire in maniera significativa per ciò che concerne la tecnologia da applicare sul campo.

Con una struttura e una rete di vendita già consolidata, un portfolio clienti in Asia e Stati Uniti, l'impresa in questione è quindi alla ricerca di un potenziale partner per una new-co in Paraguay, con il fine di utilizzare impianti IQF di tecnologia italiana per il surgelamento dell'Edamame paraguaiano e l'immissione dei prodotti sui mercati mondiali.






mercoledì 22 gennaio 2014

Consorzi per l'internazionalizzazione, al via il bando 2014

Il Ministero dello Sviluppo ha definito per l'anno 2014 le modalità e i termini per la concessione dei contributi a sostegno dei progetti presentati dai consorzi per l'internazionalizzazione.
Il Ministero dello Sviluppo economico, con Decreto direttoriale del 10 gennaio 2014 (in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale), ha individuato, ai sensi del Decreto ministeriale del 22 novembre 2012 (G.U. n. 17 del 21 gennaio 2013), i termini e le modalità, per l’annualità 2014, per l’accesso dei consorzi per l'internazionalizzazione ai contributi.
I soggetti beneficiari
Sono ammessi i consorzi per l’internazionalizzazione, in possesso dei seguenti requisiti:
- essere costituiti ai sensi degli articoli 2602 e 2612 e seguenti del codice civile o in forma di società consortile o cooperativa da PMI industriali, artigiane, turistiche, di servizi, agroalimentari e agricole aventi sede in Italia; possono, inoltre, partecipare imprese del settore commerciale. E’ ammessa la partecipazione di enti pubblici e privati, di banche e di imprese di grandi dimensioni, purché non fruiscano dei contributi pubblici;
- avere per oggetto la diffusione internazionale dei prodotti e dei servizi delle piccole e medie imprese nonché il supporto alla loro presenza nei mercati esteri anche attraverso la collaborazione e il partenariato con imprese estere;
- avere uno statuto in cui risulti espressamente indicato il divieto di distribuzione degli avanzi e degli utili di esercizio di ogni genere e sotto qualsiasi forma alle imprese consorziate o socie anche in caso di scioglimento del Consorzio o della Società consortile o cooperativa;
- avere un fondo consortile interamente sottoscritto, versato almeno per il 25%, formato da singole quote di partecipazione non inferiori a 1.250 euro e non superiori al 20% del fondo stesso;
- non essere in liquidazione o soggetti a procedure concorsuali.
I consorzi dovranno possedere i requisiti richiesti in modo continuativo dalla data di domanda fino all’erogazione del contributo.




Progetto e iniziative finanziabili
progetti di internazionalizzazione ammissibili possono essere costituiti da una o più delle seguenti iniziative (da realizzare nel periodo 1/01/2014 - 31/12/2014):
- partecipazioni a fiere e saloni internazionali;
- eventi collaterali alle manifestazioni fieristiche internazionali;
- show-room temporanei;
- incoming di operatori esteri;
- incontri bilaterali fra operatori esteri e all'estero;
- workshop e/o seminari in Italia con operatori esteri e all’estero;
- azioni di comunicazione sul mercato estero;
- attività di formazione specialistica per l’internazionalizzazione, destinata esclusivamente alle imprese partecipanti al progetto. Tale attività non può costituire più del 25% del costo totale delle iniziative;
- realizzazione e registrazione del marchio consortile.
Per essere ammessi, i progetti presentati devono:
- avere un importo compreso tra 50.000 e 400.000 euro;
coinvolgere, in tutte le sue fasi, almeno 5 PMI consorziate provenienti da almeno 3 diverse regioni italiane, appartenenti allo stesso settore o alla stessa filiera; è possibile prevedere il coinvolgimento, attraverso un contratto di rete, di PMI non consorziate purché in numero non prevalente rispetto a quello delle imprese consorziate coinvolte. Il progetto presentato da consorzi con sede legale in Sicilia o Valle d’Aosta può anche avere una strutturazione monoregionale, prevedendo il coinvolgimento di sole imprese con sede legale in una delle citate regioni.
Il progetto può avere anche una durata pluriennale, con una articolazione massima triennale. In tal caso le attività previste devono essere strutturate e collegate tra loro in un’ottica di sviluppo strategico in merito agli obiettivi che si intendono raggiungere. La domanda di contributo deve essere presentata annualmente.
Spese ammissibili
Nell’ambito delle iniziative finanziabili, sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa:
- quota di partecipazione, affitto e allestimento di stand consortile presso fiere e saloni internazionali in Italia e all’estero. Il consorzio che partecipa alla manifestazione fieristica con più di uno stand deve dichiararlo e spiegarne le motivazioni; in tal caso nei singoli stand oltre ad essere chiaramente visibile il logo del consorzio, deve essere indicata l’ubicazione delle altre imprese consortili alla manifestazione e garantita una adeguata informativa che dia conto della complessiva partecipazione delle stesse imprese all’iniziativa consortile;
- affitto e allestimento di show-room temporanei;
- interpretariato, traduzione, servizio hostess, noleggio di attrezzature e strumentazioni;
- oneri di trasporto, assicurativi e similari connessi al trasporto di campionari specifici utilizzati esclusivamente in occasione di eventi promozionali;
- realizzazione del marchio consortile e relativi oneri di registrazione;
- brochure, cataloghi, materiale informativo, spot televisivi/radiofonici, pubblicità su siti web o su riviste internazionali: in lingua inglese e/o nella lingua veicolare del paese obiettivo del programma di internazionalizzazione;
- spese di viaggio e pernottamento per un massimo di 2 rappresentanti del consorzio (aereo in classe economica, alloggio in alberghi non superiori a 4 stelle o equivalenti) in occasione degli eventi promozionali previsti nel progetto;
- spese di viaggio e pernottamento di operatori esteri (aereo in classe economica, alloggio in alberghi non superiori a 4 stelle o equivalenti);
- spese di ricerca e selezione operatori esteri per la realizzazione delle iniziative previste nel progetto;
- spese per azioni dimostrative delle produzioni delle consorziate, realizzate in occasione delle iniziative previste nel progetto;
- creazione del sito web consortile in inglese e/o nella lingua veicolare del paese obiettivo del programma di internazionalizzazione;
- affitto sale per attività di formazione;
- onorari per docenti nei limiti massimi previsti dall’Unione Europea e spese di viaggio e alloggio (aereo in classe economica, alloggio in alberghi non superiori a 4 stelle o equivalenti);
- spese di coordinamento per la gestione del progetto di internazionalizzazione, esclusivamente nel caso in cui questo sia realizzato dal consorzio attraverso contratti di rete con PMI non consorziate, nei limiti del 5% del costo totale delle iniziative e, in ogni caso, non superiori a 10.000 euro. Condizione necessaria per l’ammissione è che il costo e la prestazione risultino da uno specifico contratto sottoscritto tra le parti e che venga inoltrato il curriculum del professionista;
- spese generali forfettarie non superiori al 10% del costo totale delle iniziative.
Agevolazioni
Il contributo, a fondo perduto, coprirà fino 50% delle spese sostenute ritenute ammissibili. Nell’ipotesi in cui la dotazione finanziaria non sia sufficiente a garantire l’erogazione dei contributi nella citata percentuale massima si procederà alla determinazione dei contributi stessi attraverso il riparto proporzionale delle risorse disponibili.
Presentazione domande di contributo
La domanda di contributo potrà essere presentata a partire dal giorno successivo alla pubblicazione di avviso nella Gazzetta Ufficiale del Decreto Direttoriale 10 gennaio 2014 ed entro e non oltre il 15 marzo 2014.
Il plico contenente la domanda nonché tutta la relativa documentazione, deve essere inoltrato (mediante raccomandata A/R oppure tramite corriere/spedizioniere) al seguente indirizzo: Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per le politiche di internazionalizzazione e la promozione degli scambi – Divisione VIII - Viale Boston 25 - 00144 Roma.
Copyright © - Riproduzione riservata
(Decreto direttoriale Ministero dello Sviluppo Economico 10/01/2014, in corso di pubblicazione G.U.)

lunedì 23 settembre 2013

Bio-Tec, va a exportar sus tecnologias a Latino America

Bio-Tec Food Techologies, empresa del norte Italia va a comenzar a exportar sus maquinas a Latino America.
La firma italiana, si bien muy chica, supo desarrollar una tecnologia muy novedosa, apta para la conversion de productos de muy bajo valor agregado a productos semi derivados, de distintos rubros.
Despues haber tomado contacto con empresas de Ecuador, por medio de la Camara de Comercio de Guayaquil, y de haber conducido un road-show en la Argentina en la pasada primavera, Bio Tec esta terminando otras maquinas con la idea de exportar el know-how a empresas del rubro de molienda y a sociedades agropecuarias de trayectorias muy anchas.


Que hacen las maquinas Bio Tec?

Responde el dueno, Remo Lizzini, quien destaca como las maquinas estan hechas a medida:

"

las maquinas separan y clasifican las biomasas, segun su proprio peso especifico y tamano...toma comienzo el proceso, con el producto en entrada (con humedad maxima del 14% y tamano max de 2-3 mm) que va a ser pulverizado por medio de un potente micronizador.
El producto en entrada asì viene separado y clasificado a medida (es decir que a gusto podemos separar por ej.  el gluten del amidon, las proteinas, de las fibras etc.) en los tres ciclones (las tres tolvas), para llegar al producto final (foto a la derecha):
 de los tres ciclones obtuvimos tres productos distintos, de distinto tamano, aptos para sectores diferentes.



En estas fotografias vieron como la maquina ha procesado Salvado de Trigo.

Los que obtuvo la maquina fue de separar la harina pegada al endospermo, y rescatarla (en la cajita a la derecha).
En el medio va a haber un salvado muy finito apto para alimentacion humana y animal, y a la izquierda es la parte mas gruesa del salvado, limpiado de la harina.
De esta manera es posible conseguir un salvado limpio, apto por todo uso, y la mejor harina que si no hubiero sido perdida en el proceso.
Un molino comun y corriente de Latino America, esta perdiendo hasta 1 ton de la mejor harina por hora.
Con la maquina inserida en las ultimas etapas de un diagrama de trabajo de un molino seria posible rescatar el 80%/90% de aquella harina."



mercoledì 18 settembre 2013

Chiamata internazionale a Marzo per la concessione del giacimento di Vaca Muerta (Neuquen)



Reuters informa che la provincia di Neuquen, a Marzo realizzerà una licitazione internazionale per la concessione dell'ambita area di Vaca Muerta, che secondo prospezioni effettuate da YPF, dovrebbe contenere 661 billioni di barili di petrolio e un ammontare di gas naturale ancora non stimato.




Viene considerato uno dei giacimenti di risorse naturali più ricchi ed estesi dell'emisfero occidentale.
 Il concessionario anteriore è stato di recente messo fuori gioco dalla provincia di Neuquen, dato che non aveva ancora cominciato i lavori sull'area.




Cenomani può mettervi in contatto con imprese del settore in Argentina, per poter profittare della licitazione a Marzo.

lunedì 21 gennaio 2013

PMI e internazionalizzazione: che vantaggi concreti investendo in Argentina?


 Incentivi per l’investimento in beni strumentali e infrastruttura in Argentina

Di seguito enucleiamo parte delle normativa che stimola l'investimento straniero in Argentina, specie delle PMI.

  


1.1  Legge di promozione d’investimento in beni strumentali e opere di infrastruttura

Normativa: Legge 26.360

Si stabilisce un regime di incentivi per l’investimento in beni strumentali e opere di infrastruttura, che prevedono un’ammortizzazione accelerata dell’ imposta sul reddito e/o la reintegrazione anticipata dell’ IVA.



1.2  Riduzione dei dazi di importazione per i beni strumentali non prodotti in Argentina

Normativa: Decreto 1026/2012

Per l’importazione di beni strumentali nuovi ricompresi nella nomenclatura internazionale nel decreto 1026/2012, è stabilito un diritto d’importazione 2%, 10%, 14% a seconda dei casi, con esenzione dal pagamento delle tasse di statistica della dogana.

1.3  Incentivo alla produzione di beni strumentali, informatici, delle telecomunicazioni e macchinari agricoli

Normativa: Decreto 379/2001 e modificatorie. Decreto 917/2010.Decreto 362/2011

Benifici: è stabilito un regime di incentivi all'investimento e produzione nazionale di beni strumentali e di macchinari agricoli, con un reintegro del 14% dell’investimento ai produttori locali, tramite buoni fiscali da applicarsi alle imposte sul reddito, IVA, imposte interne ecc.



1.4  Riduzione dell’ IVA

Normativa: Decreto 493/2001, Decreto 496/2001, Decreto 615/2001, Decreto 733/2001, Decreto 959/2001

Si applica una riduzione dal 21% al 10,5% relativa all’acquisto e importazione di beni strumentali finiti e beni informatici e delle telecomunicazioni (prodotti finiti così come la componentisitica).
L’addizionale IVA si riduce della metà inoltre sui beni mobili.
I soggetti beneficiari sono compratori e importatori di beni strumentali terminati e de beni informatici e di telecomunicazioni.

1.5  Importazione di beni integranti grandi progetti d’investimento

Normativa: Risoluzione 256/2000 e modificatorie

Benefici: permette di ridurre il costo degli investimenti mediante l’abbattimento dei dazi doganali sui beni strutturali importati che integrino una linea completa e autonoma.
Dentro questo programma è permesso importare sino a un 5% del valore FOB della linea sottoforma di ricambi.



1.6  Importazione temporanea di beni strumentali

Normativa: Legge N° 22.415, Decreto N° 1001/1982 y Disposizione della Direzione Generale delle Dogane (DGA) N° 34/1998. Decreto N° 142/2010.

Benefici:
L’importazione temporanea è quella che permette che i beni importati introdotti nel paese possano permanere con un fine e un termine specifico nel territorio doganale per un limitato periodo temporale  con l’obbligo di esportarli nuovamente al termine del lasso temporale.
Attraverso questo regime di ammissione si autorizza l’ingresso con esenzione dei pagamenti dei dazi d’importazione per un termine massimo di tre anni.

2        Incentivi di settore
2.1  Regime di promozione del settore autoveicoli
2.2  Regime di promozione del settore software

Legge N° 26.692 di Promozione della Industria del Software (modificata dalla legge N° 25.922).
Legge N° 25.856 Industria, Producción del Software.

Descrizione: Promuove le attività di creazione, disegno, sviluppo, produzione e messa a punto di sistemi di software sviluppati con documentazione tecnica, tanto nell’aspetto base, quanto in quello applicativo.
Benefici:
• Stabilità fiscale sulle imposte statali sino al 31 di dicembre 2019.
• Stabilito che l’attività di produzione softwaristica sia da considerarsi come attività produttiva di trasformazione, assimilabile a qualsivoglia attività industriale, ciò agli effetti del percepimento dei benefici impositivi, di credito ecc, che siano stabiliti dallo stato.
 • Credito fiscale per le imposte statali (ad eccezione delle imposte sul reddito) sino al 70% dei contributi pagati dal datore di lavoro.
• I beneficiari non saranno soggetti passabili di retenzioni sull IVA.
• Sgravio del 60% delle imposte sui redditi sia di fonte argentina sia straniera.

venerdì 4 gennaio 2013

Opportunità di investimento #5: Settore Rinnovabili Fotovoltaico in Argentina


Progetto d’investimento per costruzione di un impianto fotovoltaico da 5 MW a San Juan

Cenomani vi presenta l'opportunità di investire in Argentina, nella provincia di San Juan, di concerto con un'impresa locale, un partner di grande esperienza nel settore la quale è alla ricerca di investitori nel settore delle rinnovabili, in specie nell'ambito del fotovoltaico.

L’impresa promotrice è l’aggiudicataria di una licitazione relativa alla generazione elettrica a partire da fonti rinnovabili del programma GENREN, incentivato dalla Segreteria nazionale d’energia, grazie alla quale detiene un contratto di vendita a lungo termine di 15 (quindici) anni dell’energia generata, per 550 U$SD/ MWh.
I pagamenti sono garantiti da un fedecommesso con fondi del tesoro.
Sono previsti altri incentivi e finanziamenti dalla provincia di San Juan.

Descrizione dell’offerta:

Si tratterà di un impianto di produzione di energia fotovoltaica da 5 MW nella provincia di San Juan, con una capacità stimata di produzione di 10.000 (diecimila) MW/h all’anno.
Il progetto si svilupperà utilizzando pannelli fotovoltaici di silicio policristallino.
Quest’impianto produrrà energia per coprire le necessità di circa 5000 (cinquemila) abitazioni.



Mercato:

L’impresa promotrice, aggiudicataria della licitazione del programma GENREN, è in possesso di un contratto di vendita per un termine di 15 anni garantito dallo Stato argentino, per 550 U$SD/MWh.
Il programma GENREN è stato realizzato dall’impresa nazionale ENARSA con lo scopo di acquistare energia elettrica proveniente da rinnovabili.

Il promotore del progetto è un gruppo di imprese create ad hoc con il fine specifico di sviluppare progetti nel settore energetico, in special modo nel settore delle rinnovabili.
Nel 2011 questo gruppo ha inaugurato il parco eolico più grande d’Argentina e il primo impianto di produzione di energia solare in tutta l’America Latina.

Attualmente in Argentina, la domanda di energia elettrica cresce tra il 5 e il 6% annuale, il che esige un aumento della produzione.
La legge 26.190, che ha stabilito il Regime di Incentivo Nazionale per lo sfruttamento delle rinnovabili ha l’obiettivo di raggiungere entro il 2016 lo stadio per il quale, l’8% della produzione elettrica nazionale sia proveniente da fonti rinnovabili.
Il deficit commerciale attualmente è importante e lo Stato sta spingendo per il raggiungimento di tali obiettivi.

Il gruppo aggiudicatario è alla ricerca di partner per la costruzione di tale impianto; la regione di San Juan e lo stato Argentino prevedono benefici fiscali per coloro che parteciperanno.

Contatta Cenomani per ulteriori informazioni sul progetto!

martedì 11 dicembre 2012

Opportunità #3: complesso vitivinicolo con hotel, SPA, tour enoturistici a Mendoza

Cenomani vi presenta un'opportunità di investimento in Argentina, più precisamente a Mendoza, nel Cuyo argentino.


Se si parla di Mendoza è naturale che si parli di vino: in questo caso un grosso operatore turistico è alla ricerca di partner per investire sulla creazione di un complesso vitivinicolo, con hotel, ristorante e tour eno-turistici.



Settore: Turismo e gastronomia

Sottosettore: Servizi turistici

Descrizione dell'opportunità:

Si tratta dello sviluppo di un complesso turistico vitivinicolo che permetta di prestare servizi di hotelerie, gastronomici e turistici vincolati al vino. Questo è un momento topico per il settore immobiliario in Argentina specie se relazionato al business del vino e del turismo. L'opportunità è potenziata dall'arrivo di grosse catene di hotel  (Hyatt, Sheraton, Diplomatic ecc.) che rappresentano una linea molto importante di servizio turistico e spingono per lo sviluppo del marketing strateigo nella regione di Mendoza.
Inoltre è possibile ravvisare come stiano crescendo le cantine oggi esistenti crescendo dal punto di vista della capacità recettiva dei clienti, dal consumatore di vino sino al turista.

Descrizione del servizio:

Oggetto dell'opportunità è un complesso turistico vitivinicolo che al contempo possa offrire un servizio gastronomico, d'accoglienza premium e che presenti  contenuti tematici per l'eno-turismo.
Il contesto è inserito in una cantina con vigneti nella zona di Mendoza.
Il target è rappresentato da utenti europei, statunitensi, brasiliani e messicani principalmente.
Si tratta di un servizio da offrire a utenti premium, in quanto si tratterebbe di un hotel boutique tematico sul vino, offrendo servizio di SPA, sauna, massaggia, terapie riabilitative, rehab.
La struttura recettiva farà conto su 15-25 suites, un ristorante di proprietà e  personale bilingue.

Descrizione del mercato target:

USA: mercato estremamente interessato al vino e ai prodotti tematici ad esso relazionati,
con consumo in grande crescita.
Brasile: l'elevata crescita del paese dal punto di vista economico e sociale permettono ora uno stile di vita che si avvicina al consumo ragionato del vino, imitando il modello nordamericano, avendo creato negli ultimi 5 anni 30.000.000 di potenziali nuovi clienti.
Europa: è il mercato più classico da sempre, conservatore dal punto di vista merceologico ma aperto
alle nuove mete enoturistiche.
Messico: il processo socioeconomico del paese è in tutto e per tutto similare a quello del Brasile.
A breve una larga fetta della popolazione, i nuovi ricchi, si riverserà sul consumo ragionato del prodotto
enologico.


Vantaggi nella partecipazione con l'impresa promotrice del progetto:

Si tratta di un'impresa largamente conosciuta (da 20 anni è padrona del know-how necessario come operatrice turistica premium).
Certificazioni ISO 9001 e IRAM Sectur.
I costi sono ragionevolmente più bassi rispetto a zone similari nel mondo (Napa valley, Francia, Toscana ecc)
L'impresa ha la conoscenza dei luoghi su cui verrebbe promosso l'investimento.


Descrizione del contesto:

Le zone su cui si dovrà procedere alla compravendita dei terreni su cui installare il progetto ha costi molto più bassi di quelli similari sui mercati immobiliari internazionali.
Mendoza inoltre è cresciuta esponenzialmente negli ultimi dieci anni, grazie alla crescente domanda mondiale di vino.
Mendoza non è solo una della capitali vitivinicole dell'Argentina ma può fare affidamento anche su scenari turistici molto richiesti; basti pensare che nella regione mendocina si trova la montagna più alta delle Americhe, l'Aconcagua, meta ogni anno di migliaia di turisti.
La città è anche membro del GWC (Great Wine Capital), una delle 8 capitali mondiali del vino.
L'aeroporto internazionale di Mendoza inoltre ha aumentato notevolmente il numero di rotte dal gennaio 2012 (San Paolo-Mendoza è una di queste).
Nonostante questo la regione di Mendoza ha prezzi dei terreni ancora molto competitivi e il 50% del territorio è ancora superficie inutilizzata.

Vuoi saperne di più su questa opportunità di business??
Contatta Cenomani.

martedì 4 dicembre 2012

Fondo Startup Internazionalizzazione verso paesi extra UE

Il 25 ottobre 2012 è divenuto operativo il nuovo strumento “Fondo Startup” dedicato alle PMI singole o aggregate e creato per favorire la fase di avvio (Startup, appunto) di progetti di internazionalizzazione sui mercati extra U.E.
In questo caso quindi si affianca al già esistente FRI della Regione Lombardia.

Il Fondo rotativo è nato con l’obiettivo di rafforzare il sostegno pubblico alle PMI nel loro processo di internazionalizzazione. Il nuovo strumento si concretizza nella partecipazione del Fondo al capitale sociale di società costituite ad hoc (NewCo) con sede sociale in Italia (o in altro Paese UE qualora necessario per lo sviluppo del progetto). 



Queste le caratteristiche significative del Fondo:
  • Destinatari: singole PMI o raggruppamenti di PMI costituite sotto forma di società di capitali;
  • Intervento: tramite la sottoscrizione al capitale in caso di NewCo o la sottoscrizione di un aumento di capitale di una NewCo costituita da non più di 18 mesi dalla data di presentazione dell’istanza; la partecipazione del Fondo non può superare il 49% del capitale sociale. Ogni singolo intervento a valere sul Fondo può raggiungere un massimo di €200.000,00 (duecentomilaeuro);
  • Garanzie: non è prevista alcuna garanzia bancaria e assicurativa sulla quota di partecipazione del Fondo;
  • Durata: la partecipazione del Fondo alla NewCo ha una durata fra 2 e 4 anni.
  • Progetti: le iniziative devono essere realizzate in Paesi extra UE;
  • Organo deliberante: è il Comitato di Indirizzo e Controllo istituito presso la Direzione Generale per le Politiche di Internazionalizzazione e la Promozione degli Scambi, del Ministero dello Sviluppo Economico
Anche in questo caso, Cenomani è in grado di coadiuvarvi per scegliere i giusti partner sul mercato argentino, punto di partenza per ottenere i finanziamenti del Fondo Startup.

lunedì 3 dicembre 2012

Cosa vuol dire Internazionalizzazione?


Una volta per tutte spieghiamo cosa significa internazionalizzazione, dato che è sempre più comune trovare questo concetto, spesso utilizzato a sproposito.



Sembra difficile se non è inteso in una maniera ampia:
una persona sola non può internazionalizzarsi, lo può fare invece un’ impresa che, a scanso di equivoci, può essere formata anche da solo una persona e che da persone è formata, cosa che troppo spesso viene dimenticata.
Non portafogli, nemmeno conti in banca, ma persone.




Queste persone decidono un giorno o l’altro di dare un rilievo diverso alla propria impresa che fino ad allora aveva solo operato in Italia.



Internazionalizzare non significa quindi solo esportare dei beni (o dei servizi) ma può significare qualcosa di meno immediato, qualcosa che subito non balza all’occhio perché risalta a medio e lungo termine.

Queste persone cercano e trovano qualcuno che, come in un puzzle, aveva bisogno di una figura complementare ma che non c’era tra le opzioni locali.

Ed ecco che si giunge a una serie di incontri, chiacchierate, formali ed informali e si giunge ad intendere quanto sarebbe proficua un’ unione di intenti.
La vogliamo chiamare partnership?
Joint Venture?
Unione transitoria di imprese?

Poco cambia, è sempre internazionalizzazione.
In questo modo queste persone concludono che una parte della produzione viene effettuata all’estero, senza dover chiudere le sedi o la sede in Italia, senza delocalizzare.
Tramite accordi contrattuali (accordi di produzione, franchising, di licenza ecc.) è possibile estendere la propria influenza e la propria attività economica in maniera ben poco invasiva.

Quindi
  1.            sviluppo di nuovi mercati
  2.            accesso a risorse locali
  3.            apprendimento
  4.            favorire il coordinamento delle proprie attività internazionali


Se aggiungiamo il fatto che a livello sia statale, sia regionale vi sono incentivi e finanziamenti (talvolta a fondo perduto) per optare per l’internazionalizzazione, perché non focalizzarsi su questo pensando al futuro della propria impresa e della propria persona?

Cenomani SRL 

mercoledì 28 novembre 2012

Opportunità di investimenti in Argentina


I settori che il governo argentino intende rilanciare

 

Mendoza
Viaggiando su numeri incoraggianti, come un PIL che sale dell’ 8% ogni anno, e di una disoccupazione che si è ridotta drasticamente da quel 50% del 2001, l’Argentina è tornata ad essere una delle macchine trainanti dell’America Latina.

Se è vero che attualmente l’importazione di prodotti esteri è complicata da una serie di interventi volti a preferire l’industria nazionale, il paese sta incentivando con diverse misure l’intervento diretto di imprese estere sul suolo argentino.

Produrre a costi minori e con una stretta fiscale minore di quella italiana in Argentina è possibile, specie in zone come la provincia di Salta, che prevede incentivi tramite sgravi finanziari e misure pro investimento di indubbio interesse.

L’Argentina attualmente conta su di un governo che vuole investire e scommettere sul settore industriale in quanto il comparto produttivo del paese è influenzato dalla mancanza in molti settori di macchinari, impianti e tecnologie che, in caso di incorporazione nel processo produttivo, permetterebbero di incrementare il valore di molte commodities di cui dispone.
Di recente approvazione è stato il Fondo del Bicentenario che permette di ottenere prestiti a tasso agevolato da parte degli imprenditori argentini, affinché possano realizzare investimenti di concerto con partners stranieri.

Se l’Argentina nel 2011 ha esportato per 80.000 milioni di US dollari americani, è anche vero che una grande fetta è incentrata sulle materie prime non lavorate, risorsa che abbonda nel Paese, ma non sui prodotti terminati. Questo ci da la misura per la quale l’Argentina rappresenta un’attrattiva futura, e non solo presente, non solo per i settori nuovi, ma anche per quegli ambiti già conosciuti le cui regole sono soggette a un continuo cambiamento.

L’Argentina possiede diversi prodotti agricoli, territori molto estesi e diversificati, varietà di clima, energia, un’adeguata infrastruttura e logistica, accesso ad adeguate risorse umane, con una buona educazione e preparazione ma, nonostante tutti questi fattori positivi, non ha potuto sviluppare prodotti di eccellenza come invece hanno ottenuto paesi del cosiddetto primo mondo.

I sistemi produttivi risultano essere eccessivamente elementari e i relativi investimenti non sono al momento all’altezza, oltre al fatto di non essere a lungo termine, il che si traduce in prodotti dallo scarso valore aggiunto. Le ragioni di questo mancato sviluppo non sono riconducibili a un denominatore comune in ogni singolo settore; per esempio, nel caso dei prodotti agricoli, il poco valore che ebbero le materie prime durante diverse decenni e le barriere del mercato nei paesi sviluppati rappresentarono un deterrente agli
investimenti.

Nel settore macchinari, la mancanza di sviluppo si dovette a questioni interne, e relativamente ai prodotti facenti parte del settore delle proprietà intellettuali ciò che mancò fu un adeguato sistema di protezione. Attualmente, molti di questi problemi sono scompar si o hanno comunque un impatto minore e ciò permette all’Argentina di essere una buona opzione per creare valore aggiunto mediante l’investimento nei settori che qui si indicano:

Settore industriale

 

Operai del settore edile, in forte espansione
grazie al Fondo del Bicentenario
Il governo rilancia questo settore anche in termini di sussidi e fondi soprattutto nel comparto dei macchinari e quindi: parti automotrici, trattori, macchine per l’irrigazione dei terreni, macchine per l’assistenza dei veicoli automotori e di trasporto, macchinari per il settore plastico ecc.

Colui che apporta il know how sottoforma di investimenti su macchinari industriali in Argentina (qualsiasi settore) è il target ideale per il governo in carica. Nell’ottica di sviluppare la capacità industriale argentina sicuramente sono da rilanciare mediante investimenti, settori come quello tessile, che può contare su quantità di fibre (anche preziose) ma non su un adeguato avanzamento tecnologico dei macchinari, e quello della concia, dove il paese può disporre di una gran quantità di pelli ma non di un processo produttivo che le consenta di ottenere prodotti terminati con gran valore aggiunto.

Vogue, presenta la scelta di Yves Saint Laurent, verso le fibre di Camelidi argentine.
A questo aggiungiamo a livello industriale anche la relativamente nuova industria del riciclaggio, dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, dello smaltimento dei residui elettronici, all’individuazione di nuovi siti per discariche sulla quale c’è un discreto interesse
soprattutto a livello federale in Buenos Aires e il settore  forestale, nella lista dei settori da sviluppare, soprattutto nell’ottica di una incorporazione del concetto di filiera del legno che sappia condurre a un adeguato prodotto finito.

Si richiede a vari livelli l’intervento con investimenti per quanto riguarda il settore dei macchinari in ambito ospedaliero: nonostante la preparazione dei medici argentini sia ai vertici, spesso tale vantaggio non può essere sfruttato per la mancanza cronica di adeguati strumenti che possano coadiuvare il lavoro del professionista. Nel comparto alimentare-molitorio sarebbero auspicabili interventi molteplici per quanto riguarda l’estrusione e la raffinazione in farine dei cereali, dato che i mulini presenti sono di tecnologie inferiori a quelle italiane ed europee.


Settore Agricolo



Impresa alimentare del nord dell'Argentina
Nel settore agricolo ciò che il governo in carica sta puntando è la crescita del valore aggiunto dei prodotti terminati: il paese già esporta quantità molto elevate di frutta per esempio, quando invece lo stato Argentino preferirebbe implementare una sorta di scala di valore aggiunto che permetta
di ottenere dalla materia prima, un prodotto come marmellate, o succhi di frutta.
Da sfruttare è l’enormità del territorio, con la diversità di climi che permette la coltiva-
zione dei più disparati frutti che invece in questo momento sono importati e la biodiversità che offre prodotti unici (patate andine per esempio).

Per quanto riguarda la produzione vitivinicola, il paese è già protagonista nelle esportazioni internazionali dei propri vini, ma la domanda interna circa l’acquisizione di know-how della produzione e conoscimento relativo ai vitigni italiani è costante. La produzione di olio di oliva è scarsamente diffusa, manca la cognizione dei processi produttivi su larga scala, soprattutto per il prodotto extravergine.

Girasoli e soia sono il carburante dell'economia argentina.
Vi sono inoltre una quantità di colture alternative che rendono molto sui mercati europei e USA: si parla della Stevia, della Chia, la Quinoa, l’amaranto, e lo sfruttamento industriale per biodiesel delle alghe marine (spirulina tra le altre).

L’estensione delle colture della soia hanno strangolato negli anni le coltivazioni dell’erba medica, bene fondamentale per un paese che si fonda sull’allevamento bovino, equino, ovino e di recente avicolo.
Sono richiesti a più livelli interventi da parte di imprenditori agricoli che tornino a produrre l’erba medica (alfa-alfa) in quanto viene importata da paesi limitrofi e a caro prezzo.

Proprietà intellettuali


Da tempo l’Argentina spinge per il miglioramento del settore elettronico: lo sviluppo disoftware è assolutamente ai vertici dei settori maggiormente da rilanciare da parte delleistituzioni. In presenza di manodopera comparativamente qualificata, tutti questi fattoricontribuiscono a rendere l’Argentina un paese in grado di rappresentare una valida alternativa per lo sviluppo della collaborazione produttiva, cessioni di know-how, licenzedi produzione, ecc. In netto sviluppo è il settore della tecnologia legata alla videosorveglianza.


Uno sguardo d’insieme



Quello che è stato riassunto è in linea di massima ciò su cui il governo argentino attualmente scommette e sul quale auspica investimenti, investendo a sua volta, pianificando sussidi e organizzando progetti a lungo termine.
Ciò non toglie che questa non è una lista esaustiva dei settori dove sarebbe auspicabile unintervento concreto sottoforma di investimenti, know how ecc. Vi sono aree specifiche dove il governo non individua azioni nel concreto ma ove sicuramente ogni partecipazione italiana sarebbe vista di buon occhio: nel comparto energetico, l’Argentina spinge per l’energia pulita (urgono investimenti per lo sviluppo dell’industria dell’energia eolica, solare, geotermica soprattutto nel sud del paese) e al contempo investe per quanto concerne il nucleare, non solo per la costruzione di nuove centrali (in procinto di iniziare la nuova Atucha III) ma anche per la ricerca del know how per quanto concerne la costruzione di turbine ecc.

Parco eolico nel Cuyo


Il settore eolico è in nettissima espansione ed attualmente sono molteplici i bandi aperti per la costruzione di parchi eolici nel nord ovest del paese e in Patagonia.

Per quanto riguarda il settore minerario, l’ Argentina dispone innumerevoli giacimenti con volumetria e qualità del minerale comprovati, in parte parzialmente sfruttati e in parte ancora vergini: macchinari per l’estrazione e lavorazione mineraria (soprattutto marmo ma anche potassio, boro, litio, molibdeno, feldspato, bentonite, asfaltite, sale, etc) sono oggetto di crescente volume di importazione.

Un mercato che ha forte domanda nei confronti dell’Italia è quello dell’ ottica: in Argentina la produzione di occhiali da vista e da sole, lenti comprese, è quasi nulla, e la quasi totalità del prodotto viene importato dall’estero. La ricerca della marca italiana è molto forte.

Filiera ulteriore che è necessario implementare, con gli adeguati macchinari, è quella della catena norcina e quella del settore caseario, che può contare su latte a buon mercato ma la cui produzione non si discosta da prodotti di scarsa-media qualità, soprattutto per il mercato della GDO.

Il settore turistico presenta alcune falle strutturali soprattutto per ciò che riguarda il settore attrezzature centri invernali; l’ambito agriturismo e strutture termali è sviluppato ma solo in parte.

Altro ambito non sfruttato adeguatamente è quello dell’acquacoltura, nonostante una disponibilità ingente di acqua (dolce, salata, con temperature molto alte e al contempo in altre zone molto basse) questo settore è sottosviluppato:  il 74% dell’allevamento è dedicato alla Trota iridea, il restante al Pacu (Piaractus mesopotamicus) e ai molluschi bivalvi (cozze e ostriche), soprattutto nelle province patagoniche di Santa Cruz e Chubut.

Il settore della ceramica è sviluppato ma manca un profilo “esterno”, in quanto il 95% è relegato al mercato interno e non ha al momento sbocchi decisivi nell’esportazione.

Settori per prodotti made in italy


Già da anni la vetrina commerciale del paese richiede prodotti Made in Italy soprattutto dal punto di vista della gastronomia (un posto particolare lo meritano i salumi e i formaggi) e della moda (dentro il quale si ravvisa la forte domanda di prodotti delle griffeitaliane dell’ottica).

Nell’ambito vitivinicolo, nonostante l’Argentina sia ad alti livelli produttivi, il paese spinge per seminari conoscitivi dei vitigni italiani, in parte ancora sconosciuti e le relative tecniche produttive per ottimizzare le vendemmie oltre che ai macchinari del settore vitivinicolo quasi tutti importati da Italia e Francia.

L’ arredamento e l’ interior design di marchio italiano e dentro di esso, le nicchie come quelle dellarubinetteria, sono altri settori in cui vi è forte domanda, in quanto la produzione interna è basilare ma lo scenario è in fermento per ottenere nuovi stimoli produttivi. Grosse richieste vi sono per i serramenti italiani.