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mercoledì 18 settembre 2013

Pellet di legno di Eucalipto: Impresa argentina ricerca partner per sviluppare progetto.

Impresa argentina che si dedica alle rinnovabili ricerca partner italiano per progetto relativo a pellets da biomassa.

Descrizione dell'opportunità:
Il progetto proposto dalla società argentina contempla due fonti distinte di reddito: da un lato il processo di pellettizzazione della biomassa utilizzando i residui del settore silvicolo, con conseguente commercializzazione del prodotto in Argentina ed esportazione, e dall'altro lato, è previsto l'acquisto di terreni a basso costo apportando al business il plus, per ciò che concerne l'incremento produttivo.
Oggi la produzione della biomassa utilizza come materia prima i residui delle segherie e degli impianti connessi, quindi la segatura.
Tuttavia si prospetta che il prezzo dell'anzidetta segatura subirà degli aumenti considerevoli di pari passo al fatto che la produzione di pellets di biomassa si consolidi. Per questo , l'opportunità commerciale considerata pianifica l'acquisizione di terreni marginali a bassissimo prezzo per assicurare un accesso facilitato alla materia prima , a un valore nettamente inferiore a quello di mercato, presentando un TIR del 20,6%, e un'acquisizione di valore del terreno del 35%, in uno scenario pessimista.










Il prodotto:
La produzione consiste in pellets di legname di eucalipto, pianta che prolifera nella provincia di Entre Rios.
Trattasi di pianta che concede un'alta resa sulla superficie piantata, oltre al fatto di poter produrre pellets di qualità elevata. Inoltre sono piante che accettano di buon grado cambi climatici.
Producendo su terreni propri, i costi di produzione sono significativamente più bassi rispetto a quelli che si avrebbero comprando la materia prima o affittando i terreni.
Il progetto acquisirà valore partendo dall'acquisizione dei terreni marginali, per la messa a dimora di piante dall'alto tasso di crescita ed ad alta densità, come sono gli eucalipti.
Il processo produttivo verrà cpondotto con le tecnologie più avanzate, rispettando così gli standard qualitativi richiesti dai mercati internazionali.
La media produttiva sull'ettaro oscilla tra le 80 e le 85 tonnellate, con un costo di pellettizzazione che varia dai 15 ai 20 USD / tonn



Mercato destino:

Il mercato target è quello europeo dato che attualmente è quello che maggiormente consuma pellet da biomassa:
Olanda, UK, Polonia ,Danimarca, Svezia, Italia sono tra i grandi attori internazionali.
Nonostante l'intenzione di esportare rimane anche la volontà di rifornire il mercato locale argentino.
La domanda mondiale per l'item in questione è in netta ascesa ed è insoddisfatta:
l'offerta argentina è di 50.000 ton annuali , quasi totalmente esportate.
Il numero globale relativo all'offerta è di 20 milioni di tonnellate annuali.
In Europa nel 2012, l'Europa ha consumato 12,7 milioni di tonnellate (il 63% del pellet offerto), a un prezzo medio di 240 USD la ton.
Solo il mercato europeo genera flussi che superano i 3.000 milioni di USD.



L'impresa argentina, chi è, e cosa fa.

L'impresa argentina è ubicata nella provincia di Entre Rios, a nord di Buenos Aires.
La società locale che ricerca il partner dispone di un equipe di professionisti con esperienza nell'ambito delle energie rinnovabili, finanza e business nel settore Agro.
La compagnia si specializza in disegnare, valutare e monitorare progetti relativi alle rinnovabili dopo anni di esperienza in questo ambito.
L'impresa argentina inoltre ha già all'attivo l'alleanza strategica con un partner britannico che a progetto completo si muoverebbe come rappresentante ufficiale dell'impresa, occupandosi della commercializzazione del prodotto in alcune aree nord europee.



Su di un progetto che sfiora i 5.000.000 USD al partner italiano si richiede in equity uno sforzo pari al 10% dell'investimento totale.

lunedì 10 giugno 2013

Eolico: 39MW in Patagonia. Cercasi partner


Impresa multinazionale dell’energia rinnovabile ricerca partner investitore per parco eolico in Patagonia da 39 MW



Settore: Energie rinnovabili, Eolico
Descrizione dell’opportunità:
Il progetto rappresenta un’eccellente opportunità di investimento con la possibilità di ottenere un contratto di acquisto dell’energia prodotta per 15 anni, con valori di MW/h tra i più alti della ragione, con leggi che incentivano e promuovono i progetti rinnovabili, eolico in questo caso, che permettono di ridurre le imposte, oltre al fatto che in Patagonia è già comprovato il rendimento eolico.
Descrizione del prodotto/servizio:
Il progetto prevede l’installazione di aerogeneratori la cui potenza totale sarà di 39MW. Si connetterà a una lina di 132 KV già esistente, a 2 km dal nuovo impianto e che forma parte del sistema connettivo energetico nazionale (SADI).
Il progetto consta inoltre di una campagna di rilevamenti eolici di 2 anni e ne possiede la certificazione relativa.
Il certificato ambientale della Segreteria di Ambiente della provincia è già stato rilasciato.
In tramite risulta la richiesta di abilitazione dell’impresa come Agente del mercato grossista energetico.
Descrizione del mercato:
Attraverso la risoluzione 108/2011, la Segreteria d’Energia ha abilitato la realizzazione di contratti di fornitura energetica tra il MEM (mercato energetico grossista) e le offerte disponibili di generazione a partire da fonti rinnovabili, con una vigenza di fino 15 anni (con 18 mesi di proroga).
Vantaggi di operare con l’impresa promotrice del progetto:
L’impresa ha molta esperienza nel mercato, dato che già è in possesso di parchi eolici in Germania (paese d’origine delle casa matrice), e da 5 anni si sta sviluppando in America Latina, avendo già progettato impianti per più di 3.500 MW in Brasile, Cile e Uruguay.
Da cinque anni l’impresa sta operando in Argentina ricercando partner apportatori di capitali.



 Contesto in cui opera l’impresa:
Attualmente l’Argentina fa fronte a una crescita della domanda energetica pari a un 5-6% annuale e che comporta un conseguente innalzamento della produzione.
In virtù della già citata legge che incentiva in Argentina l’utilizzo delle rinnovabili, dato che entro il 2016 l’8% del consumo elettrico dovrà essere ex fonti rinnovabili è chiaro come sia primario l’interesse del paese per imprese estere che operino in questo settore.
Con un fattore di capacità superiore al 60%, una distanza ridottissima dalla rete elettrica nazionale (2 km) e un porto a soli 30 km vi sono pochi progetti con aspettative tanto rosee.


Ubicazione: Puerto Deseado, Santa Cruz, Argentina
Importo tot. Stimato del progetto: US$ 80.000.000,00
Importo richiesto al partner: US$ 16.000.000,00
Período di recupero: 5-10 años
Proposito dell’investimento: Nuova unità produttiva
Destino: macchinari ed equipaggiamento
Incentivi:  benefici fiscali, reintegro degli investimen

venerdì 1 marzo 2013

Ricerca investitore e know-how italiano per allevamento suino a Cordoba (Argentina)

Creazione di un allevamento suino da 300 scrofe all'anno. 

Un'impresa argentina della provincia di Cordoba, aspira a progredire nel settore suino e all'esportazione a medio termine. Necessita investitori e apportatori di know-how, in special modo da imprese italiane del settore.

Settore: ALLEVAMENTO



Descrizione dell'opportunità: trattasi della ricerca da parte di un'impresa argentina di un partner investitore che condivida l'iter per l'installazione di un allevamento intensivo suino con la finalità di raggiungere, nel termine di un anno, le 300 scrofe e la vendita settimanale di circa 100 suini dal peso di 110/130 kg.

La peculiarità del promotore è quella dell'alimentazione dei suini, che consiste in mangimi di mais e soia combinati con siero vaccino che l'impresa riceve gratuitamente.

Ciò genera un risparmio al produttore che oscilla tra il 20 e il 30% nei costi d'alimentazione, di qui discende una resa dell'impresa del 25% sulle vendite.

Il mercato suino sta vedendo un aumento del 20% di bestie macellate ogni anno, con 9,80 $ pesos argentini sul kg macellato.

Il prodotto da commercializzare è la carne suina, dai lattoni (15-20kg occasionalmente) a suini magri (in quanto 110/130 kg per i criteri europei non corrisponde ancora a un suino pesante).

Una volta consolidatosi il tema della filiera, si passerà a processare la carne e penetrare il mercato dei salumi suini.

Descrizione del mercato:

Inizialmente i lattoni si commercializzano tramite un circuito di vendita minorista (macellerie ecc), mentre i suini adulti ai macelli e alla GDO.
I grandi operatori del mercato sono macelli come Swift o Paladini che hanno produzione propria di oltre 10.000 scrofe, oltre all'acquisto ad altre imprese, visto che il numero non è sufficiente per coprire la domanda.
Il mercato numero uno per il consumo di carne suina è la Cina, poi l'Unione Europea, il Brasile e il Giappone.

L'aumento di consumo di carne suina nel settore è notevole, specie in Asia.

Dopo una prima tappa di consolidamento nel mercato interno si passerà all'esportazione.


Vantaggi di operare con l'impresa promotrice del progetto:


Attualmente l'impresa ha una media di 20 lattoni per scrofa, con probabilità elevate di aumentare rapidamente lo stock.

L'impresa al momento ha 50 scrofe e 3 verri, che generano una vendita settimanale di 30 lattoni (tra i 10/15 kg) alla settimana.

Tra i clienti emerge la figura di un ipermercato molto conosciuto nel paese.

Rispetto all'equipe lavorativa, l'impresa conta su un veterinario con esperienza nel settore suino e un nutrizionista che contribuisce a delineare la dieta bilanciata degli animali.

Il produttore ha più di 10 anni di esperienza nel settore.


Descrizione del contesto:

Il contesto è favorevole per diversi motivi: la carne di maiale è la prima nel consumo mondiale (superando quella bovina e avicola), raggiungendo un consumo medio per abitante di 16 kg all'anno.

Nel 2002 l'Argentina ne consumava 5 kg/anno a persona, oggi supera i 9 kg.

Il mercato argentino ha un'offerta che non riesce a coprire la domanda, data la relativa novità del settore nel paese, a lungo tempo oscurato dal settore bovino.

Inoltre è opportuno sottolineare come gli avanzamenti nel settore biogenetico animale hanno e stanno producendo innovazioni importanti per gli investitori.


Informazioni aggiuntive:


Ubicazione: MORTEROS, Córdoba, Argentina


Importo totale stimato del progetto: US$ 1.000.000,00


Periodo de recupero ROI: 2-5 anni


Importo richiesto all'investitore: US$ 500.000,00


Proposito dell'investimento: Nuovo impianto, Aumento della capacità produttiva,ingresso in nuovi mercati esterni, know-how


Destino dell'investimento: macchinari ed equipaggiamento


Tappa attuale del progetto: progetto iniziato -L'impresa dispone di terreno di proprietà. La produzione attuale è relativa a 50 scrofe; l'allevamento dispone gratuitamente di siero vaccino per la produzione di mangime proprio. Già commercializza i suoi prodotti e attualmente ha un ipermercato conosciuto come principale cliente.


Incentivi: Crediti a tasso sussidiato, agevolazioni finanziarie

Informazioni sull'impresa:


Fatturazione annuale in milioni di USD: < 2                                      


Anni dell'impresa: 5-10 anni

Percentuale derivante da esportazione: 0%



Numero impiegati: < 50

martedì 26 febbraio 2013

Impianto per produzione pellets di legno- ricerca investitore

Un'impresa argentina che si dedica alla siderurgia ha deciso di inaugurare una nuova business unit che si dedicherà alla fabbricazione e commercializzazione di pellets di legno.
L'installazione di una fabbrica di pellets di legno come combustibile ecologico è quindi l'oggetto di questa opportunità di business, dato che l'impresa in questione ricerca investitori/partner europei.


Settore: Energie Rinnovabili 
Sottosettore: Biomasse 

Descizione dell'opportunità:
Installazione di un impianto di pellets di legname per essere utilizzati come combustibile ecologico nella produzione energetica. Il business è comprovato dalla crescente domanda di pellets da parte dell'Europa come combustibile. La fonte di guadagno proviene dalla vendita del prodotto sul mercato interno e sull'esportazione dello stesso. 

Descrizione del prodotto:
Si tratta di pellets di legname utilizzabili come combustibile per la produzione di energia. Trattasi di prodotto ecologico al 100%, che possiede costi di produzione molto bassi, specie se paragonati ad altre fonti. Da considerare inoltre il fattore dei crediti di carbonio emessi dalle Nazioni Unite: 7 USD / m3 di mancata emissione di carbonio.Il prodotto è già sviluppato e possiede già una marca registrata. La materia prima per fabbricare il prodotto è disponibile in quantità dato che è proveniente dagli scarti di manifatture di cellulosa della zona. 

Descrizione del mercato:
La produzione totale che attualmente realizza l'Argentina è di molto inferiore alla domanda europea. I clienti europei sono le grandi imprese generatrici di energia, le siderurgiche e quelle di automobili che utilizzano i pellets come fonte per generazione di calore in caldaie, forni, fucine, fornaci ecc. I clienti potenziali in Argentina sono i distributori di energia che hanno l'obbligo di somministrare energia elle imprese che non possono fermare la produzione e che necessitano continua erogazione (dati alcuni blackout famosi del passato) La domanda mondiale di pellets è abbondantemente superiore alla produzione esistente: ne consegue una condizione ottimale per sfruttare questo mercato. Recentemente l'impresa argentina che sta ricercando partner ha firmato un accordo di vendita mensile di 70.000 tn di pellets, per 10 anni di contratto a imprese dei Paesi Bassi. 

Vantaggi di operare con l'impresa promotrice dell'opportunità:
L'azienda argentina che ricerca partner è un'impresa metallurgica con 45 anni di esperienza nello sviluppo di macchinari e impianti chiave in mano per il settore agroindustriale latinoamericano. Uno dei punti di forza dell'impresa è un impianto metallurgico proprio localizzato in uno dei grandi centri forestali argentini, con accesso logistico (su gomma e su binario) a soli 60 km dalla dogana. L'impresa ha già realizzato studi di mercato che hanno portato a individuare l'ubicazione dell'impianto di produzione di pellets nella provincia di Corrientes, a Virasoro, quasi al confine con Paraguay e Brasile.

Informazioni aggiuntive sul progetto:

Ubicazione: Virasoro, Corrientes, Argentina
Importo tot. stimato del progetto: US$ 6.000.000,00
Importo richiesto stimato del partner: US$ 1.800.000,00
Ritorno dell'investimento: 0-2 anni stimati

Proposito dell'investimento: nuova unità produttiva, aumento della capacità produttiva, ingresso su nuovi mercati
Destino dell'investimento: Macchinari ed equipaggiamento,veicoli e logistica,terreni ed edifici
Tappa in cui si trova il progetto: Progetto iniziato -Si è in possesso di un terreno di 5.800m2, un impianto transformatore di 500 KW e fondamenta da 12 x 50m con 180 m2 per i macchinari. Inoltre si è in possesso di una struttura industriale da 17 mt d'altezza, macchinari, marca registrata, tecnologia ecc. 

Incentivi: Benefici fiscali, Crediti a tassi agevolati, Crediti a fondo perduto, Rimborso dei capitali
Tipo di investitore/partner ricercato: investitore di capitale
Modalità preferita: Equity / apporto di capitale

lunedì 24 dicembre 2012

Gestione dei RAEE in Argentina: il business dei rifiuti tecnologici

Gestione, smaltimento e trattamento dei rifiuti tecnologici in Argentina


In Argentina attualmente non esiste una politica statale orientata verso la materia dei rifiuti; quando la politica è coinvolta, spesso è per diatribe locali provinciali e regionali che producono inconvenienti quando i rifiuti vengono inviati da una giurisdizione all'altra  problema avvertito per lo più tra Capital Federal, la capitale autonoma di Buenos Aires e la sua provincia.
A livello prettamente nazionale esiste una norma circa i rifiuti etichettati come pericolosi, la 24.051, che proibisce l’importazione in Argentina di rifiuti considerati pericolosi. Allo stesso modo stabilisce criteri rigidi per il trasporto, trattamento e smaltimento dei succitati residui. Si è al corrente del fatto che alcuni di tali residui pericolosi si trovino in determinati apparati tecnologici; ciò ne ha scaturito il fatto che non sia mai stata regolamentata la materia e che gli operatori del settore, per comodità, abbiano preferito omettere di identificare i residui pericolosi già esistenti e trattarli come se fossero rifiuti ordinari, spesso sotterrandoli all'interno delle discariche.
Visto che non esiste un controllore, dato che non esiste nessun organo di sorveglianza, non vi è stato nessun interesse particolare da parte delle imprese che si dedicano allo smaltimento dei rifiuti, né di separare, né di riciclare i suddetti.

Oggi giorno, vi sono pochissime imprese, tutte PMI, che si dedicano a raccogliere e trattare i rifiuti tecnologici ; anche calcolando la totalità dei risultati di tutte queste imprese , non si arriverebbe al 2% del riciclaggio dei rifiuti tecnologici in Argentina.
La fonte di Greenpeace Argentina ha calcolato che ogni anno, ad ogni singolo abitante argentino spettano 3 kg di rifiuti tecnologici (ben 7 kg pro capite nella provincia di Buenos Aires e nella capitale), il che ci porta al dato di 120.000 tonnellate all’anno di rifiuti tecnologici, di cui è riciclato solo il 2%.

Prospettive: Se è vero che esiste una proposta di legge, già approvata in Senato, che riguarda i rifiuti elettronici ed elettrici ( che include quelli tecnologici, gli elettrodomestici ecc.) dettando compiutamente le norme su trasporto, trattamento e riciclaggio degli stessi, alla Camera, tale proposta non è ancora stata approvata. Se nel termine di 60 giorni, tale proposta normativa non verrà accolta, l’anno prossimo verrà affrontato di nuovo il tema nelle due Camere.

Che passi o meno la proposta di legge suddetta, attualmente il Governo della città autonoma di Buenos Aires (la giurisdizione che maggiormente produce rifiuti tecnologici) è molto interessato a riciclare e trattare questi rifiuti in quanto esiste un conflitto inter giurisdizionale molto acceso tra la capitale e la sua provincia, in quanto quest’ultima ha già intimato alla città di ridurre gli invii di rifiuti al minimo, per arrivare al blocco totale a metà del 2013.
Questo dovrebbe significare quindi, smaltendo una parte dei rifiuti, poter offrire alla municipalità di Buenos Aires un progetto affine alle contingenze attuali.


Il problema è che, la città di Buenos Aires, così come il resto del paese nella sua generalità, non dispone di imprese di riciclaggio/ trattamento / smaltimento di questo tipo di rifiuti e tanto meno vi è cultura nelle imprese private che spesso stoccano nei magazzini e negli uffici parchi macchine (computer, stampanti, scanner ecc) obsoleti, senza smaltirli.
 L’ingresso di una impresa straniera che possa aiutare a trattare e amministrare parte di questi residui sarebbe in prospettiva vista con buon occhio da parte delle autorità.   

Secondo GreenPeace, solo nel 2011 l’Argentina ha buttato nei cassonetti 11 milioni di cellulari da cui si potrebbero estrarre più di 250 kg d’oro, il cui valore approssimato è di 12.000.000 di USD, senza contare il valore dell’argento e degli altri metalli che possono ritornare nel mercato tecnologico per la produzione di schermi LED ecc. mentre in base a Prince & Cook,in una relazione del 2010, in Argentina ci sarebbero stati fino all’anno 2008, ben 7,2 milioni di computer negli uffici del paese, di cui 700.000 in attesa di smaltimento.

Esempio di contenuto in metalli rinvenuti kg/tn in residui RAEE:

Componente
Peso in kg /tn di e-scrap
Alluminio
29
Rame
142
Ferro
80
Vetro in polvere
106
Plastica ABS o ad alto impatto
596
Oro
0,38 (380 ppm)
Nichel
11,24
Piombo
11,24
Palladio
0,15 (150 ppm)
Stagno
6,89
Zinco
6,41



Si tratta di un settore molto interessante per imprese che abbiano know-how, esperienza nel trattamento/smaltimento/riciclaggio dei residui tecnologici e che vogliano intraprendere un iter in Argentina tramite presenza sul territorio, focalizzando su Buenos Aires e sua provincia, ma non perdendo di vista città “problematiche” da questo punto di vista come Cordoba, Rosario, Santa Fe o Salta.


Cenomani ha i contatti con imprese della provincia di Buenos Aires che già procedono alla raccolta di residui ferrosi e che già hanno l'abilitazione per la raccolta di RAEE e che sono in attesa solo di un partner italiano.


                                                                                                                                                                            
Dato che le due imprese leader del mercato processano annualmente solo 3000 e 4000[1] tonnellate di questi rifiuti (lasciando alle altre PMI che si dedicano allo smaltimento altre 2000 tn) è lampante quale fetta del mercato sia attualmente senza libera.



[1] Fonte della segreteria di Ambiente e Sviluppo sostenibile della Nazione.

martedì 11 dicembre 2012

Opportunità #3: complesso vitivinicolo con hotel, SPA, tour enoturistici a Mendoza

Cenomani vi presenta un'opportunità di investimento in Argentina, più precisamente a Mendoza, nel Cuyo argentino.


Se si parla di Mendoza è naturale che si parli di vino: in questo caso un grosso operatore turistico è alla ricerca di partner per investire sulla creazione di un complesso vitivinicolo, con hotel, ristorante e tour eno-turistici.



Settore: Turismo e gastronomia

Sottosettore: Servizi turistici

Descrizione dell'opportunità:

Si tratta dello sviluppo di un complesso turistico vitivinicolo che permetta di prestare servizi di hotelerie, gastronomici e turistici vincolati al vino. Questo è un momento topico per il settore immobiliario in Argentina specie se relazionato al business del vino e del turismo. L'opportunità è potenziata dall'arrivo di grosse catene di hotel  (Hyatt, Sheraton, Diplomatic ecc.) che rappresentano una linea molto importante di servizio turistico e spingono per lo sviluppo del marketing strateigo nella regione di Mendoza.
Inoltre è possibile ravvisare come stiano crescendo le cantine oggi esistenti crescendo dal punto di vista della capacità recettiva dei clienti, dal consumatore di vino sino al turista.

Descrizione del servizio:

Oggetto dell'opportunità è un complesso turistico vitivinicolo che al contempo possa offrire un servizio gastronomico, d'accoglienza premium e che presenti  contenuti tematici per l'eno-turismo.
Il contesto è inserito in una cantina con vigneti nella zona di Mendoza.
Il target è rappresentato da utenti europei, statunitensi, brasiliani e messicani principalmente.
Si tratta di un servizio da offrire a utenti premium, in quanto si tratterebbe di un hotel boutique tematico sul vino, offrendo servizio di SPA, sauna, massaggia, terapie riabilitative, rehab.
La struttura recettiva farà conto su 15-25 suites, un ristorante di proprietà e  personale bilingue.

Descrizione del mercato target:

USA: mercato estremamente interessato al vino e ai prodotti tematici ad esso relazionati,
con consumo in grande crescita.
Brasile: l'elevata crescita del paese dal punto di vista economico e sociale permettono ora uno stile di vita che si avvicina al consumo ragionato del vino, imitando il modello nordamericano, avendo creato negli ultimi 5 anni 30.000.000 di potenziali nuovi clienti.
Europa: è il mercato più classico da sempre, conservatore dal punto di vista merceologico ma aperto
alle nuove mete enoturistiche.
Messico: il processo socioeconomico del paese è in tutto e per tutto similare a quello del Brasile.
A breve una larga fetta della popolazione, i nuovi ricchi, si riverserà sul consumo ragionato del prodotto
enologico.


Vantaggi nella partecipazione con l'impresa promotrice del progetto:

Si tratta di un'impresa largamente conosciuta (da 20 anni è padrona del know-how necessario come operatrice turistica premium).
Certificazioni ISO 9001 e IRAM Sectur.
I costi sono ragionevolmente più bassi rispetto a zone similari nel mondo (Napa valley, Francia, Toscana ecc)
L'impresa ha la conoscenza dei luoghi su cui verrebbe promosso l'investimento.


Descrizione del contesto:

Le zone su cui si dovrà procedere alla compravendita dei terreni su cui installare il progetto ha costi molto più bassi di quelli similari sui mercati immobiliari internazionali.
Mendoza inoltre è cresciuta esponenzialmente negli ultimi dieci anni, grazie alla crescente domanda mondiale di vino.
Mendoza non è solo una della capitali vitivinicole dell'Argentina ma può fare affidamento anche su scenari turistici molto richiesti; basti pensare che nella regione mendocina si trova la montagna più alta delle Americhe, l'Aconcagua, meta ogni anno di migliaia di turisti.
La città è anche membro del GWC (Great Wine Capital), una delle 8 capitali mondiali del vino.
L'aeroporto internazionale di Mendoza inoltre ha aumentato notevolmente il numero di rotte dal gennaio 2012 (San Paolo-Mendoza è una di queste).
Nonostante questo la regione di Mendoza ha prezzi dei terreni ancora molto competitivi e il 50% del territorio è ancora superficie inutilizzata.

Vuoi saperne di più su questa opportunità di business??
Contatta Cenomani.

lunedì 3 dicembre 2012

La Stevia: il business con la pianta dolce in Argentina

Cos’è e a cosa serve la Stevia

La Stevia rebaudiana bertoni è una pianta originaria del Paraguay che vive in climi sub-tropicali e fin qui non scopriamo nulla di nuovo.
Arriviamo in grave ritardo noi cosiddetti popoli civilizzati, perché prima di noi, le popolazioni originarie di Paraguay e Argentina utilizzavano le foglie per diversi utilizzi.
Le foglie possono ricordare vagamente quelle della menta e la pianta è un arbusto altamente adattabile che cresce in diversi terreni di coltura, con risultati assai differenti.
Si coltiva in terreni sul livello del mare fino a 1500 mt d’altezza e la sua risorsa sono le foglie.
O meglio, lo sono i principi attivi al loro interno.
La foglia essiccata è già di per sé dolce  ma i glicosidi steviolici al suo interno lo sono ancor di più: arrivano a dolcificare fino a 300 volte lo zucchero.
Ne consegue naturalmente l’interesse commerciale per questo dolcificante totalmente naturale, a differenza dell’aspartame per esempio (destinato ad essere proibito a livello comunitario), e totalmente privo di calorie.
Ebbene sì, dolcifica senza contenere calorie.



In una foglia vi sono diversi componenti, appunto i glicosidi, che le attribuiscono il carattere della dolcezza, ma quelli più rilevanti dal punto di vista commerciale sono lo Stevioside (che corrisponde al 6-8% della foglia) e il Rebaudioside A (volgarmente REB A, 2-3% della foglia).
Se opportunamente estratti, si presentano sotto forma di polvere bianca e leggera che può essere utilizzata , conformemente da quanto prescritto dal Regolamento UE 1131/2011, come integratore alimentare sotto la sigla E960.

Da anni osteggiato dalle lobby dello zucchero, ora è finalmente legale l’utilizzo presso l’industria alimentare.
I produttori si stanno moltiplicando internazionalmente, ma ve ne sono pochi che ancora lavorano compatibilmente con principi etici, a volte fatti a pezzi dalle grosse multinazionali che stanno già provvedendo a “migliorare” (o peggiorare più propriamente) chimicamente in laboratorio le foglie, concentrandone i glicosidi più redditizi.

In Paraguay e Argentina si continua a coltivarla come facevano le popolazioni originarie secoli addietro e il settore sta dando lavoro a famiglie che ne erano prive.
Un ettaro, a secondo delle zone, è capace di produrre dalla tonnellata e mezza di foglie sino a tre tonnellate.
In Argentina ad oggi, vi sono solo 400 ettari coltivati a Stevia, di cui l’ 80% al nord (Misiones, Corrientes, Salta ecc.) che producono annualmente dalle 400 alle 800 tonnellate di foglie.
Può essere raccolta 2-3 volte all’anno e attualmente in Argentina basta a malapena per soddisfare le richieste del mercato interno.

Cenomani è in contatto con chi, in Argentina, possiede  la terra, le conoscenze e la professionalità per coltivare e raccogliere le foglie di Stevia, che poi processate, sono in grado di entrare nel sempre più interessato mercato Europeo, oltre che italiano.

Vi basti sapere che in Giappone, nel momento in cui scriviamo, circa il 45% della popolazione che sceglie un dolcificante, sceglie la Stevia, perché naturale e perché non contiene calorie.

Se è vero che un mondo diverso è possibile e che è la stessa natura che ce lo sta suggerendo informati presso Cenomani: è possibile progettare insieme il nostro domani!

sabato 1 dicembre 2012

Bando per l'Internazionalizzazione


Finanziamenti a fondo perduto da parte della Regione Lombardia per internazionalizzare la propria impresa. 

La Regione Lombardia ha stanziato da tempo (quasi un anno) un bando che fa riferimento al Fondo di rotazione per l’internazionalizzazione (FRI).
Sembra più complesso di quello che invece è:
in sostanza si vuole incentivare in parte a fondo perduto e in parte con finanziamenti estremamente agevolati, le imprese lombarde (esistenti da almeno due anni sul territorio lombardo) che abbiano intenzione di sviluppare progetti all’estero senza localizzare, ma puntando alla realizzazione di nuovi stabilimenti produttivi o strutture comunque finalizzate alla produzione di beni e servizi.
I programmi presuppongono la formazione di una new.co all’estero, in forma diretta (100% dell’intervento sostenuto dall’impresa lombarda) o sotto forma di Joint Venture con operatori locali (con un mino del 10% di partecipazione dell’a firma lombarda).



Chi può godere dei finanziamenti?


Società di capitali, società di persone, cooperative, imprese del settore delle costruzione e la maggior parte delle imprese prestatrici di servizi.

La dotazione del bando è di € 4.200.000,00

La Regione Lombardia si impegna a versare sotto forma di contributo a fondo perduto una parte dell’investimento che fa riferimento all’impresa lombarda.

Cenomani SRL è in grado di aiutarvi ad individuare i progetti più consoni alla vostra impresa, operando sul mercato argentino e selezionando i partners e le persone interessate al vostro programma perché sia un successo nel tempo, seguendovi e appoggiandovi sia dal punto di vista legale, sia commerciale.

Perché noi sappiamo che anche gli affari sono fatti di persone

mercoledì 28 novembre 2012

Opportunità di investimenti in Argentina


I settori che il governo argentino intende rilanciare

 

Mendoza
Viaggiando su numeri incoraggianti, come un PIL che sale dell’ 8% ogni anno, e di una disoccupazione che si è ridotta drasticamente da quel 50% del 2001, l’Argentina è tornata ad essere una delle macchine trainanti dell’America Latina.

Se è vero che attualmente l’importazione di prodotti esteri è complicata da una serie di interventi volti a preferire l’industria nazionale, il paese sta incentivando con diverse misure l’intervento diretto di imprese estere sul suolo argentino.

Produrre a costi minori e con una stretta fiscale minore di quella italiana in Argentina è possibile, specie in zone come la provincia di Salta, che prevede incentivi tramite sgravi finanziari e misure pro investimento di indubbio interesse.

L’Argentina attualmente conta su di un governo che vuole investire e scommettere sul settore industriale in quanto il comparto produttivo del paese è influenzato dalla mancanza in molti settori di macchinari, impianti e tecnologie che, in caso di incorporazione nel processo produttivo, permetterebbero di incrementare il valore di molte commodities di cui dispone.
Di recente approvazione è stato il Fondo del Bicentenario che permette di ottenere prestiti a tasso agevolato da parte degli imprenditori argentini, affinché possano realizzare investimenti di concerto con partners stranieri.

Se l’Argentina nel 2011 ha esportato per 80.000 milioni di US dollari americani, è anche vero che una grande fetta è incentrata sulle materie prime non lavorate, risorsa che abbonda nel Paese, ma non sui prodotti terminati. Questo ci da la misura per la quale l’Argentina rappresenta un’attrattiva futura, e non solo presente, non solo per i settori nuovi, ma anche per quegli ambiti già conosciuti le cui regole sono soggette a un continuo cambiamento.

L’Argentina possiede diversi prodotti agricoli, territori molto estesi e diversificati, varietà di clima, energia, un’adeguata infrastruttura e logistica, accesso ad adeguate risorse umane, con una buona educazione e preparazione ma, nonostante tutti questi fattori positivi, non ha potuto sviluppare prodotti di eccellenza come invece hanno ottenuto paesi del cosiddetto primo mondo.

I sistemi produttivi risultano essere eccessivamente elementari e i relativi investimenti non sono al momento all’altezza, oltre al fatto di non essere a lungo termine, il che si traduce in prodotti dallo scarso valore aggiunto. Le ragioni di questo mancato sviluppo non sono riconducibili a un denominatore comune in ogni singolo settore; per esempio, nel caso dei prodotti agricoli, il poco valore che ebbero le materie prime durante diverse decenni e le barriere del mercato nei paesi sviluppati rappresentarono un deterrente agli
investimenti.

Nel settore macchinari, la mancanza di sviluppo si dovette a questioni interne, e relativamente ai prodotti facenti parte del settore delle proprietà intellettuali ciò che mancò fu un adeguato sistema di protezione. Attualmente, molti di questi problemi sono scompar si o hanno comunque un impatto minore e ciò permette all’Argentina di essere una buona opzione per creare valore aggiunto mediante l’investimento nei settori che qui si indicano:

Settore industriale

 

Operai del settore edile, in forte espansione
grazie al Fondo del Bicentenario
Il governo rilancia questo settore anche in termini di sussidi e fondi soprattutto nel comparto dei macchinari e quindi: parti automotrici, trattori, macchine per l’irrigazione dei terreni, macchine per l’assistenza dei veicoli automotori e di trasporto, macchinari per il settore plastico ecc.

Colui che apporta il know how sottoforma di investimenti su macchinari industriali in Argentina (qualsiasi settore) è il target ideale per il governo in carica. Nell’ottica di sviluppare la capacità industriale argentina sicuramente sono da rilanciare mediante investimenti, settori come quello tessile, che può contare su quantità di fibre (anche preziose) ma non su un adeguato avanzamento tecnologico dei macchinari, e quello della concia, dove il paese può disporre di una gran quantità di pelli ma non di un processo produttivo che le consenta di ottenere prodotti terminati con gran valore aggiunto.

Vogue, presenta la scelta di Yves Saint Laurent, verso le fibre di Camelidi argentine.
A questo aggiungiamo a livello industriale anche la relativamente nuova industria del riciclaggio, dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, dello smaltimento dei residui elettronici, all’individuazione di nuovi siti per discariche sulla quale c’è un discreto interesse
soprattutto a livello federale in Buenos Aires e il settore  forestale, nella lista dei settori da sviluppare, soprattutto nell’ottica di una incorporazione del concetto di filiera del legno che sappia condurre a un adeguato prodotto finito.

Si richiede a vari livelli l’intervento con investimenti per quanto riguarda il settore dei macchinari in ambito ospedaliero: nonostante la preparazione dei medici argentini sia ai vertici, spesso tale vantaggio non può essere sfruttato per la mancanza cronica di adeguati strumenti che possano coadiuvare il lavoro del professionista. Nel comparto alimentare-molitorio sarebbero auspicabili interventi molteplici per quanto riguarda l’estrusione e la raffinazione in farine dei cereali, dato che i mulini presenti sono di tecnologie inferiori a quelle italiane ed europee.


Settore Agricolo



Impresa alimentare del nord dell'Argentina
Nel settore agricolo ciò che il governo in carica sta puntando è la crescita del valore aggiunto dei prodotti terminati: il paese già esporta quantità molto elevate di frutta per esempio, quando invece lo stato Argentino preferirebbe implementare una sorta di scala di valore aggiunto che permetta
di ottenere dalla materia prima, un prodotto come marmellate, o succhi di frutta.
Da sfruttare è l’enormità del territorio, con la diversità di climi che permette la coltiva-
zione dei più disparati frutti che invece in questo momento sono importati e la biodiversità che offre prodotti unici (patate andine per esempio).

Per quanto riguarda la produzione vitivinicola, il paese è già protagonista nelle esportazioni internazionali dei propri vini, ma la domanda interna circa l’acquisizione di know-how della produzione e conoscimento relativo ai vitigni italiani è costante. La produzione di olio di oliva è scarsamente diffusa, manca la cognizione dei processi produttivi su larga scala, soprattutto per il prodotto extravergine.

Girasoli e soia sono il carburante dell'economia argentina.
Vi sono inoltre una quantità di colture alternative che rendono molto sui mercati europei e USA: si parla della Stevia, della Chia, la Quinoa, l’amaranto, e lo sfruttamento industriale per biodiesel delle alghe marine (spirulina tra le altre).

L’estensione delle colture della soia hanno strangolato negli anni le coltivazioni dell’erba medica, bene fondamentale per un paese che si fonda sull’allevamento bovino, equino, ovino e di recente avicolo.
Sono richiesti a più livelli interventi da parte di imprenditori agricoli che tornino a produrre l’erba medica (alfa-alfa) in quanto viene importata da paesi limitrofi e a caro prezzo.

Proprietà intellettuali


Da tempo l’Argentina spinge per il miglioramento del settore elettronico: lo sviluppo disoftware è assolutamente ai vertici dei settori maggiormente da rilanciare da parte delleistituzioni. In presenza di manodopera comparativamente qualificata, tutti questi fattoricontribuiscono a rendere l’Argentina un paese in grado di rappresentare una valida alternativa per lo sviluppo della collaborazione produttiva, cessioni di know-how, licenzedi produzione, ecc. In netto sviluppo è il settore della tecnologia legata alla videosorveglianza.


Uno sguardo d’insieme



Quello che è stato riassunto è in linea di massima ciò su cui il governo argentino attualmente scommette e sul quale auspica investimenti, investendo a sua volta, pianificando sussidi e organizzando progetti a lungo termine.
Ciò non toglie che questa non è una lista esaustiva dei settori dove sarebbe auspicabile unintervento concreto sottoforma di investimenti, know how ecc. Vi sono aree specifiche dove il governo non individua azioni nel concreto ma ove sicuramente ogni partecipazione italiana sarebbe vista di buon occhio: nel comparto energetico, l’Argentina spinge per l’energia pulita (urgono investimenti per lo sviluppo dell’industria dell’energia eolica, solare, geotermica soprattutto nel sud del paese) e al contempo investe per quanto concerne il nucleare, non solo per la costruzione di nuove centrali (in procinto di iniziare la nuova Atucha III) ma anche per la ricerca del know how per quanto concerne la costruzione di turbine ecc.

Parco eolico nel Cuyo


Il settore eolico è in nettissima espansione ed attualmente sono molteplici i bandi aperti per la costruzione di parchi eolici nel nord ovest del paese e in Patagonia.

Per quanto riguarda il settore minerario, l’ Argentina dispone innumerevoli giacimenti con volumetria e qualità del minerale comprovati, in parte parzialmente sfruttati e in parte ancora vergini: macchinari per l’estrazione e lavorazione mineraria (soprattutto marmo ma anche potassio, boro, litio, molibdeno, feldspato, bentonite, asfaltite, sale, etc) sono oggetto di crescente volume di importazione.

Un mercato che ha forte domanda nei confronti dell’Italia è quello dell’ ottica: in Argentina la produzione di occhiali da vista e da sole, lenti comprese, è quasi nulla, e la quasi totalità del prodotto viene importato dall’estero. La ricerca della marca italiana è molto forte.

Filiera ulteriore che è necessario implementare, con gli adeguati macchinari, è quella della catena norcina e quella del settore caseario, che può contare su latte a buon mercato ma la cui produzione non si discosta da prodotti di scarsa-media qualità, soprattutto per il mercato della GDO.

Il settore turistico presenta alcune falle strutturali soprattutto per ciò che riguarda il settore attrezzature centri invernali; l’ambito agriturismo e strutture termali è sviluppato ma solo in parte.

Altro ambito non sfruttato adeguatamente è quello dell’acquacoltura, nonostante una disponibilità ingente di acqua (dolce, salata, con temperature molto alte e al contempo in altre zone molto basse) questo settore è sottosviluppato:  il 74% dell’allevamento è dedicato alla Trota iridea, il restante al Pacu (Piaractus mesopotamicus) e ai molluschi bivalvi (cozze e ostriche), soprattutto nelle province patagoniche di Santa Cruz e Chubut.

Il settore della ceramica è sviluppato ma manca un profilo “esterno”, in quanto il 95% è relegato al mercato interno e non ha al momento sbocchi decisivi nell’esportazione.

Settori per prodotti made in italy


Già da anni la vetrina commerciale del paese richiede prodotti Made in Italy soprattutto dal punto di vista della gastronomia (un posto particolare lo meritano i salumi e i formaggi) e della moda (dentro il quale si ravvisa la forte domanda di prodotti delle griffeitaliane dell’ottica).

Nell’ambito vitivinicolo, nonostante l’Argentina sia ad alti livelli produttivi, il paese spinge per seminari conoscitivi dei vitigni italiani, in parte ancora sconosciuti e le relative tecniche produttive per ottimizzare le vendemmie oltre che ai macchinari del settore vitivinicolo quasi tutti importati da Italia e Francia.

L’ arredamento e l’ interior design di marchio italiano e dentro di esso, le nicchie come quelle dellarubinetteria, sono altri settori in cui vi è forte domanda, in quanto la produzione interna è basilare ma lo scenario è in fermento per ottenere nuovi stimoli produttivi. Grosse richieste vi sono per i serramenti italiani.