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mercoledì 18 settembre 2013

Pellet di legno di Eucalipto: Impresa argentina ricerca partner per sviluppare progetto.

Impresa argentina che si dedica alle rinnovabili ricerca partner italiano per progetto relativo a pellets da biomassa.

Descrizione dell'opportunità:
Il progetto proposto dalla società argentina contempla due fonti distinte di reddito: da un lato il processo di pellettizzazione della biomassa utilizzando i residui del settore silvicolo, con conseguente commercializzazione del prodotto in Argentina ed esportazione, e dall'altro lato, è previsto l'acquisto di terreni a basso costo apportando al business il plus, per ciò che concerne l'incremento produttivo.
Oggi la produzione della biomassa utilizza come materia prima i residui delle segherie e degli impianti connessi, quindi la segatura.
Tuttavia si prospetta che il prezzo dell'anzidetta segatura subirà degli aumenti considerevoli di pari passo al fatto che la produzione di pellets di biomassa si consolidi. Per questo , l'opportunità commerciale considerata pianifica l'acquisizione di terreni marginali a bassissimo prezzo per assicurare un accesso facilitato alla materia prima , a un valore nettamente inferiore a quello di mercato, presentando un TIR del 20,6%, e un'acquisizione di valore del terreno del 35%, in uno scenario pessimista.










Il prodotto:
La produzione consiste in pellets di legname di eucalipto, pianta che prolifera nella provincia di Entre Rios.
Trattasi di pianta che concede un'alta resa sulla superficie piantata, oltre al fatto di poter produrre pellets di qualità elevata. Inoltre sono piante che accettano di buon grado cambi climatici.
Producendo su terreni propri, i costi di produzione sono significativamente più bassi rispetto a quelli che si avrebbero comprando la materia prima o affittando i terreni.
Il progetto acquisirà valore partendo dall'acquisizione dei terreni marginali, per la messa a dimora di piante dall'alto tasso di crescita ed ad alta densità, come sono gli eucalipti.
Il processo produttivo verrà cpondotto con le tecnologie più avanzate, rispettando così gli standard qualitativi richiesti dai mercati internazionali.
La media produttiva sull'ettaro oscilla tra le 80 e le 85 tonnellate, con un costo di pellettizzazione che varia dai 15 ai 20 USD / tonn



Mercato destino:

Il mercato target è quello europeo dato che attualmente è quello che maggiormente consuma pellet da biomassa:
Olanda, UK, Polonia ,Danimarca, Svezia, Italia sono tra i grandi attori internazionali.
Nonostante l'intenzione di esportare rimane anche la volontà di rifornire il mercato locale argentino.
La domanda mondiale per l'item in questione è in netta ascesa ed è insoddisfatta:
l'offerta argentina è di 50.000 ton annuali , quasi totalmente esportate.
Il numero globale relativo all'offerta è di 20 milioni di tonnellate annuali.
In Europa nel 2012, l'Europa ha consumato 12,7 milioni di tonnellate (il 63% del pellet offerto), a un prezzo medio di 240 USD la ton.
Solo il mercato europeo genera flussi che superano i 3.000 milioni di USD.



L'impresa argentina, chi è, e cosa fa.

L'impresa argentina è ubicata nella provincia di Entre Rios, a nord di Buenos Aires.
La società locale che ricerca il partner dispone di un equipe di professionisti con esperienza nell'ambito delle energie rinnovabili, finanza e business nel settore Agro.
La compagnia si specializza in disegnare, valutare e monitorare progetti relativi alle rinnovabili dopo anni di esperienza in questo ambito.
L'impresa argentina inoltre ha già all'attivo l'alleanza strategica con un partner britannico che a progetto completo si muoverebbe come rappresentante ufficiale dell'impresa, occupandosi della commercializzazione del prodotto in alcune aree nord europee.



Su di un progetto che sfiora i 5.000.000 USD al partner italiano si richiede in equity uno sforzo pari al 10% dell'investimento totale.

sabato 27 aprile 2013

Ricerca investitore per installazione di un impianto di produzione di generatori elettrici a partire dall'energia elettromagnetica



Il progetto consiste nel produrre generatori ad alta efficienza che sfruttino l'energia elettromagnetica, un tipo di tecnologia ancora innovativa nella regione argentina, ancora inutilizzata in sede di elaborazione di generatori.
Si prevede di realizzare accordi con le principali catene di distribuzione del paese.
Il cash flow prevede vendite annuali di 2 milioni di USD il primo anno, 10 il secondo e 22 già al terzo, con una TIR del 50,80%.



I prodotti saranno generatori elettrici da 3 KW, che non richiedano combustibili fossili.
L'energia elettromagnetica che alimenterà questi generatori, è immagazzinata attraverso l'utilizzo di ossidi,assicurando una vita utile ai generatori di circa 10 anni.
Si prevede un prezzo di vendita di circa 990 USD e la produzione sarà delegata a vari soggetti i quali avranno accesso solo a parte del disegno industriale e non al know-how nel complesso.
I componenti ricevuti nell' impianto saranno assemblati e testati, in seguito imballati per essere distribuiti ai retailers.

Il mercato argentino di generatori elettrici è in pieno sviluppo; attualmente le vendite si aggirano sulle 9000 unità annuali e si stima un mercato potenziale di 440 milioni di UDS nei prossimi anni,
in seguito al costante aumento del PIL argentino e al conseguente incremento del consumo elettrico, il quale ha creato una necessità incipiente di collocare dei generatori come back-up.



Attualmente i generatori fabbricati o importati funzionano con fonti combustibili fossili, richiedendo all'utilizzatore finale una spesa permanente e continua: i competitors sullo scenario sono
Honda, Kawasaki e Taiguer.
La strategia commerciale dell'impresa promotrice è quella di consolidare alleanze strategiche con i grossi distributori del paese, offrendo commissioni elevate e alta formazione del personale.
Allo stesso modo è previsto soddisfare le richieste del mercato interno per poi procede all'esportazione verso quei paesi che costantemente sono in deficit energetico (Bolivia, Paraguay ecc.)

L'impresa promotrice sta brevettando il prototipo, che ancora rappresenta un elemento di novità sul panorama argentino.
Inoltre l'esperienza acquisita in seguito ad anni di collaborazione con grossi gruppi internazionali (IBM, Volkswagen, Capgemini) e la certificazione PMI (project Management Institute) fanno dell'impresa promotrice di codesta opportunità un partner affidabile e competente.


Ubicazione: Escobar, Buenos Aires, Argentina
 Importo tot stimato del progetto: US$ 3.000.000,00
Importo richiesto all'investitore: US$ 1.500.000,00
Período di recupero: 2-5 anni

venerdì 4 gennaio 2013

Opportunità di investimento #5: Settore Rinnovabili Fotovoltaico in Argentina


Progetto d’investimento per costruzione di un impianto fotovoltaico da 5 MW a San Juan

Cenomani vi presenta l'opportunità di investire in Argentina, nella provincia di San Juan, di concerto con un'impresa locale, un partner di grande esperienza nel settore la quale è alla ricerca di investitori nel settore delle rinnovabili, in specie nell'ambito del fotovoltaico.

L’impresa promotrice è l’aggiudicataria di una licitazione relativa alla generazione elettrica a partire da fonti rinnovabili del programma GENREN, incentivato dalla Segreteria nazionale d’energia, grazie alla quale detiene un contratto di vendita a lungo termine di 15 (quindici) anni dell’energia generata, per 550 U$SD/ MWh.
I pagamenti sono garantiti da un fedecommesso con fondi del tesoro.
Sono previsti altri incentivi e finanziamenti dalla provincia di San Juan.

Descrizione dell’offerta:

Si tratterà di un impianto di produzione di energia fotovoltaica da 5 MW nella provincia di San Juan, con una capacità stimata di produzione di 10.000 (diecimila) MW/h all’anno.
Il progetto si svilupperà utilizzando pannelli fotovoltaici di silicio policristallino.
Quest’impianto produrrà energia per coprire le necessità di circa 5000 (cinquemila) abitazioni.



Mercato:

L’impresa promotrice, aggiudicataria della licitazione del programma GENREN, è in possesso di un contratto di vendita per un termine di 15 anni garantito dallo Stato argentino, per 550 U$SD/MWh.
Il programma GENREN è stato realizzato dall’impresa nazionale ENARSA con lo scopo di acquistare energia elettrica proveniente da rinnovabili.

Il promotore del progetto è un gruppo di imprese create ad hoc con il fine specifico di sviluppare progetti nel settore energetico, in special modo nel settore delle rinnovabili.
Nel 2011 questo gruppo ha inaugurato il parco eolico più grande d’Argentina e il primo impianto di produzione di energia solare in tutta l’America Latina.

Attualmente in Argentina, la domanda di energia elettrica cresce tra il 5 e il 6% annuale, il che esige un aumento della produzione.
La legge 26.190, che ha stabilito il Regime di Incentivo Nazionale per lo sfruttamento delle rinnovabili ha l’obiettivo di raggiungere entro il 2016 lo stadio per il quale, l’8% della produzione elettrica nazionale sia proveniente da fonti rinnovabili.
Il deficit commerciale attualmente è importante e lo Stato sta spingendo per il raggiungimento di tali obiettivi.

Il gruppo aggiudicatario è alla ricerca di partner per la costruzione di tale impianto; la regione di San Juan e lo stato Argentino prevedono benefici fiscali per coloro che parteciperanno.

Contatta Cenomani per ulteriori informazioni sul progetto!

lunedì 10 dicembre 2012

115 MW di energia eolica per l'Uruguay


L'Uruguay, ispirato da una politica sostenibile e accurata, sta cercando investitori per la realizzazione di parchi eolici nel paese.
Il progetto di espandere la capacità eolica del paese sarà supporto dal finanziamento concesso dalla Inter-American Development Bank (IDB) la quale ha approvato due prestiti per un totale di 107,7 milioni dollari utili per la costruzione di due nuovi impianti.
Grazie alla realizzazione del progetto sarà quindi possibile diversificare la matrice energetica nazionale riducendo così la dipendenza dalla fonte elettrica che durante la stagione secca costringe la nazione a produrre un quantitativo maggiore di energia sfruttando combustibili fossili che aumentano le emissioni climalteranti.


“Questi progetti saranno i primi due parchi eolici finanziati dalla IDB che si svilupperanno nell’ambito del programma lanciato dalla UTE, la compagnia statale di energia elettrica, per promuovere la partecipazione del settore privato nel settore delle energie rinnovabili”, ha dichiarato Jean-Marc Aboussouan, Direttore dell’unità della IDB responsabile dei grandi finanziamenti nel settore privato.
Il parco eolico “El Libertador” che verrà costruito nel dipartimento di Lavalleja costerà circa 66 milioni di dollari e sarà composto da 44 turbine eoliche mentre parco eolico Palmatir, collocato nel dipartimento di Tacuarembo, che ricevendo circa 42 milioni di dollari provvederà all’istallazione di 25 rotori.
Insieme le fattorie del vento conteranno circa 115 MW di potenza istallata e riusciranno ad evitare il rilascio in atmosfera di circa 302mila tonnellate di CO2.

mercoledì 28 novembre 2012

Energia in Argentina, presente e futuro. L'eolico come business

SITUAZIONE DELLA MATRICE ENERGETICA ARGENTINA

Introduzione

L’Argentina nonostante non sia un paese con grandi riserve di petrolio e gas, ha sempre avuto la possibilità di auto sostenersi o comunque dipendere poco dall’importazione di energia (a differenza di paesi vicini come l’ Uruguay). L’offerta energetica locale è differenziata nelle fonti di approvvigionamento: energia elettrica, generatori di energia a carburante, altri a gas e la energia nucleare. Negli ultimi tempi si nota un offerta sempre più  incisiva  delle  energie  pulite,  eolica  e  solare  principalmente,  anche  se  la  sua
incidenza è tutt’ora poco significativa.
Negli  ultimi  30  anni  l’Argentina  passò  da  una  serie  di  problematiche  relative  alla produzione e distribuzione d’energia fino a ottenere un approvvigionamento sufficiente per auto sostentarsi e addirittura per esportare energia (negli anni 90 ) per poi ritornare sui suoi passi (specie in seguito al 2001) e importarla di nuovo nelle ultime battute. Dopo il 2001 si ebbe un processo di industrializzazione pronunciato che permise un aumento della produzione industriale del 60%, mentre l’offerta energetica non riuscì a
stare al passo di tale incremento. Tutto ciò provocò conseguentemente che non si potessero installare grandi industrie fuori dalle direttrici principali del paese , ossia Buenos Aires principalmente, Cordoba e
Rosario.
Nonostante ciò, e nonostante gli investimenti a gran voce richiesti in questo settore , ciò non è, per lungo tempo avvenuto. Il paese ha cercato di trattenere stabile la produzione energetica nei suoi tradizionali
punti di approvvigionamento, creando piccoli generatori che però non sono riusciti ad accompagnare  e  coprire  la  domanda  energetica,  con  conseguenti  interruzioni  di corrente, e problemi con gli stessi generatori e centrali.
La nuova energia è generata tramite gas o petrolio; da qui deriva la limitazione e poi proibizione di esportazione del gas in Argentina, con la conseguente importazione dello stesso, con grandi sforzi economici da parte del paese. 
La politica governativa a proposito è stata molto irregolare e incerta: focalizzata  nel  fornire  energia  alla  popolazione  e  all’industria  nella  forma  più economica  possibile,  ciò  provocò  un  congelamento  delle  bollette  per  10  anni  (rendendole le più basse di tutta l’ America Latina) e così incentivando il consumo.
D’altro  canto  questo  disincentivò  gli  investimenti;  furono  del  tutto  abbandonati  i progetti esplorativi di nuove fonti di gas e petrolio, esaurendo le già esistenti; non si costruirono nuove centrali idroelettriche e solo si investì in quelle già esistenti, perché potessero incrementare la loro offerta energetica: solo dopo 30 anni da pochi mesi l’Argentina si è dotata della Atucha II, la sua terza centrale nucleare che genererà fino a 680 MW nel giro di due anni e ora si progetta la Atucha III, con un potenziale di 1000 MW.



La situazione energetica attuale.

L’attuale offerta energetica è afflitta da patologiche situazioni di stress, ossia mancanza di  distribuzione,  trasporto  insufficiente,  che  occasionalmente  provocano  una distribuzione a singhiozzo, fino ad arrivare alle interruzioni di corrente. Contemporaneamente, per coprire la domanda di gas e carburante è necessario ricorrere all’importazione della materia prima, per evitare che i grandi generatori si trovino senza il somministro necessario.

In questa tabella si dimostra come l’Argentina abbia aumentato il ricorso all’energia convenzionale (gas e combustibile), rispetto alla crescita delle altre alternative.

 Anno Termica Idroelettrica Nucleare Altre (inclusal’energia
importata)
Tipo di 2003 47% 43% 9% 2%
Energia 2010 57% 35% 6% 2%

La  energia  termica  proviene  dal  Gas,  dal  Diesel  e  dall’  olio  combustibile  e  questi
elementi hanno variato costantemente negli ultimi anni:

 Anno Gas Gas Olio Carbone
combustibile Naturale combustibile
Combustibili 2003 0% 98% 1% 1%
usati(*) 2010 10% 70% 16% 4%

(*) misurati come percentuale Kcal

Conseguente all’incremento del ricorso all’energia combustibile, l’Argentina ha passato ad essere una nazione importatrice, dipendendo da materie prime il cui costo incide sui bilanci: nel 2003 le importazioni di combustibile raggiungevano i 548 U$S milioni di dollari (petrolio e nafta), nel 2010 furono U$S 4.443 milioni, principalmente gas. La sfida energetica argentina quindi non è solo produrre più energia, ma cercare di farlo con energia alternativa a quella combustibile.


Il MAEL argentino, a Santa Cruz, si sostenta solo con energia Eolica.


Il problema del finanziamento

Nonostante  il  governo  nazionale  riconosca  che  l’attuale  schema  non  le  risulti conveniente, ha faticato molto a sviluppare il tema “grandi opere” ,che invece in passato aveva realizzato con maggior facilità (es: Yacyretà, Itaipú, Chocón, Atucha I e II, ecc.). Questo perché attualmente questo tipo di investimenti non è finanziato né finanziabile da parte di entità governative né dalle banche regionali, quanto piuttosto da crediti che ottengono i privati. Dato che l’Argentina non ha ancora risolto i problemi relativi al debito contratto con il
“Club de Paris”, le imprese internazionali non possono richiedere ai  governi locali finanziamenti per investire in grandi opere in Argentina; è probabile che tale situazione perduri senza soluzione anche per l’anno 2012.
Per questo è necessario sapere che qualsiasi opera di tale portata dovrà realizzarsi con strumenti finanziari diversi da quelli abitualmente si utilizzano o ottenere finanziamenti a proprio rischio.

L’energia pulita: sfida e forma di finanziamento.


Il  primo  sigillo  istituzionale  lo  marcò  la  legge  25.019  ,  che  tentò  di  stimolare  gli investimenti nell’ambito dell’energia solare e eolica concedendo benefici impositivi e che garantiva 0,01 U$S per Kw/h apportato al sistema. I primi investimenti furono piuttosto modesti, e soprattutto dopo la crisi del 2001, con la recessione, il piano di sviluppo perse il controllo, in quanto non poteva essere assicurata la redditività.
Il 2 di Gennaio di 2007 si dettò la legge 26.190, che modificava e riformava il regime anteriore che si applicava solo all’ eolica e solare e che quindi si ampliò alle altre.
Da lì si stabilì di interesse nazionale l’uso delle rinnovabili ponendosi come obiettivo un 8% della produzione interna energetica del paese con le rinnovabili, con un timeline del
2017.
La capacità nazionale è attualmente di 28.000 MW e nel 2017 si aumenterà, si stima, tale portata, si presume che saranno necessari 2.500 MW prodotti mediante rinnovabili per quell’anno.
La situazione attuale non permettere di scorgere che tale obiettivo, con i mezzi odierni, si possa raggiungere facilmente. La normativa attuale intende per rinnovabile le seguenti energie non fossili: eolica, solare,  geotermica,  mareomotrice,  idroelettrica,  biomasse,  gas  da  biocombustibili (discariche, depuratori e biogas). Nel caso di centrali idroelettriche gli si impone un limite di 30 MW.
Il programma stabilisce benefici impositivi e la garanzia (per un termine di 15 anni) per la quale lo Stato paghi una tariffa fissa per Kw/h sull’energia generata in cui tali somme provengono da un fondo pubblico ( Fondo Fiduciario de Energia Renovables). Nel 2008 (con l’apporto della legge 25.019) si generarono solo 27 Mw di energia eolica; in seguito all’approvazione della legge 26.190 si presentarono progetti per licitazioni
pubbliche  (con  termine  fine  del  2009)  per  circa  1.400  MW,  delle  quali  se  ne selezionarono solo per una cifra pari a 840 MW ( di cui 740 MW corrispondevano all’eolica).
Il prezzo garantito per ogni singolo MW in tali progetti di energia eolica fu tra i 121 U$S/MWh e 134 U$S/MWh (media di 126,9).
In  data  8  di  Novembre  2011  si  è tenuto  a  Buenos  Aires  il Congreso  y  Exposición Sudamericana  de  Energía  Eólica (Windar 2011)  nel  quale  son state analizzate  le prospettive dell’America Latina per quanto riguarda il tema energia eolica non solo in Argentina ma nel resto del Cono Sur. Il resto delle tecnologie illustrate e incluse nella 26.190 non sono state tenute nella dovuta considerazione e l’offerta è stata minore alle aspettative: l’eolica  dimostra  essere  il  miglior  profilo  delle  rinnovabili  su  cui  scommettere
attualmente.

Conclusione

Il  mercato  argentino,  come  quello  latinoamericano  in  genere  necessita  grandi investimenti nella produzione e distribuzione di energia. Sebbene nella decade iniziata con il 2000 l’Argentina canalizzò i propri sforzi nella creazione di energia fossil-combustibile (gas, diesel e olio combustibile) è attuale la tendenza a modificare tale paradigma per puntare a una svolta verso la rinnovabile e alla nucleare.


Autore: Dr.Alessandro Maffini