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martedì 26 febbraio 2013

Impianto per produzione pellets di legno- ricerca investitore

Un'impresa argentina che si dedica alla siderurgia ha deciso di inaugurare una nuova business unit che si dedicherà alla fabbricazione e commercializzazione di pellets di legno.
L'installazione di una fabbrica di pellets di legno come combustibile ecologico è quindi l'oggetto di questa opportunità di business, dato che l'impresa in questione ricerca investitori/partner europei.


Settore: Energie Rinnovabili 
Sottosettore: Biomasse 

Descizione dell'opportunità:
Installazione di un impianto di pellets di legname per essere utilizzati come combustibile ecologico nella produzione energetica. Il business è comprovato dalla crescente domanda di pellets da parte dell'Europa come combustibile. La fonte di guadagno proviene dalla vendita del prodotto sul mercato interno e sull'esportazione dello stesso. 

Descrizione del prodotto:
Si tratta di pellets di legname utilizzabili come combustibile per la produzione di energia. Trattasi di prodotto ecologico al 100%, che possiede costi di produzione molto bassi, specie se paragonati ad altre fonti. Da considerare inoltre il fattore dei crediti di carbonio emessi dalle Nazioni Unite: 7 USD / m3 di mancata emissione di carbonio.Il prodotto è già sviluppato e possiede già una marca registrata. La materia prima per fabbricare il prodotto è disponibile in quantità dato che è proveniente dagli scarti di manifatture di cellulosa della zona. 

Descrizione del mercato:
La produzione totale che attualmente realizza l'Argentina è di molto inferiore alla domanda europea. I clienti europei sono le grandi imprese generatrici di energia, le siderurgiche e quelle di automobili che utilizzano i pellets come fonte per generazione di calore in caldaie, forni, fucine, fornaci ecc. I clienti potenziali in Argentina sono i distributori di energia che hanno l'obbligo di somministrare energia elle imprese che non possono fermare la produzione e che necessitano continua erogazione (dati alcuni blackout famosi del passato) La domanda mondiale di pellets è abbondantemente superiore alla produzione esistente: ne consegue una condizione ottimale per sfruttare questo mercato. Recentemente l'impresa argentina che sta ricercando partner ha firmato un accordo di vendita mensile di 70.000 tn di pellets, per 10 anni di contratto a imprese dei Paesi Bassi. 

Vantaggi di operare con l'impresa promotrice dell'opportunità:
L'azienda argentina che ricerca partner è un'impresa metallurgica con 45 anni di esperienza nello sviluppo di macchinari e impianti chiave in mano per il settore agroindustriale latinoamericano. Uno dei punti di forza dell'impresa è un impianto metallurgico proprio localizzato in uno dei grandi centri forestali argentini, con accesso logistico (su gomma e su binario) a soli 60 km dalla dogana. L'impresa ha già realizzato studi di mercato che hanno portato a individuare l'ubicazione dell'impianto di produzione di pellets nella provincia di Corrientes, a Virasoro, quasi al confine con Paraguay e Brasile.

Informazioni aggiuntive sul progetto:

Ubicazione: Virasoro, Corrientes, Argentina
Importo tot. stimato del progetto: US$ 6.000.000,00
Importo richiesto stimato del partner: US$ 1.800.000,00
Ritorno dell'investimento: 0-2 anni stimati

Proposito dell'investimento: nuova unità produttiva, aumento della capacità produttiva, ingresso su nuovi mercati
Destino dell'investimento: Macchinari ed equipaggiamento,veicoli e logistica,terreni ed edifici
Tappa in cui si trova il progetto: Progetto iniziato -Si è in possesso di un terreno di 5.800m2, un impianto transformatore di 500 KW e fondamenta da 12 x 50m con 180 m2 per i macchinari. Inoltre si è in possesso di una struttura industriale da 17 mt d'altezza, macchinari, marca registrata, tecnologia ecc. 

Incentivi: Benefici fiscali, Crediti a tassi agevolati, Crediti a fondo perduto, Rimborso dei capitali
Tipo di investitore/partner ricercato: investitore di capitale
Modalità preferita: Equity / apporto di capitale

martedì 8 gennaio 2013

Rifiuti tecnologici: dal problema al business

Torniamo ancora sul tema dei residui tecnologici, RAEE, o e-scrap che dir si voglia.
Perché rappresentano un problema e perché al contempo sono un business?
Il perché della gravità del problema non necessita molti antefatti:
man mano che i paesi in via di sviluppo acquisiscono beni di consumo tra cui quelli tecnologici, aumenta a dismisura l'emergenza dello smaltimento degli stessi in quanto in questa fascia di paesi la coscienza ecologica non ha accompagnato di egual misura l'arricchimento di know-how.
Ciò equivale a dire che in queste aree si moltiplicano a vista d'occhio le discariche a cielo aperto in cui troneggiano televisori, cellulari, centraline telefoniche vetuste ma non solo:
stampanti, vecchi terminali e calcolatori e così via.
Ciò che fa rabbia è che sembra di parlare di realtà tanto distanti ma un occhio attento sa capire che la stessa Italia non è immune da questo virus.



Per tornare oltreoceano vi basti qualche dato sull'Argentina:

GreenPeace Argentina sostiene che ogni abitante produce 3 kg di rifiuti tecnologici ogni anno, il che significa 120.000 tonnellate all'anno di e-scrap che solo in piccolissima parte vengono trattate e riciclate (si calcola solo il 2%).
E il resto?
Le altre decine e decine di migliaia di tonnellate aspettano immobili in discariche autorizzate o meno, in capannoni, in depositi e magazzini, agli incroci delle strade.
Esistono plotoni di chatarreros e cartoneros che in cambio di pochissimi pesos raccolgono dai cassonetti, dalle strade e a volte dai letti dei fiumi (il Riachuelo della zona sud vi dice qualcosa?) chilogrammi di rifiuti elettronici.
Smaltire costa e allora perché farlo?
Questo deve essere il pensiero comune che assiepa le menti della maggior parte delle imprese e dei comuni cittadini.
Ma a fronte di questa tendenze esiste chi invece si è avveduto da tempo della possibilità di fare un business con i rifiuti;
sono poche, mediamente organizzate, ma queste imprese che si dedicano a raccogliere, smontare e riciclare alcune migliaia di tonnellate di prodotto ne hanno fatto un business.
E potrebbero essere imitate, con maggior successo da qualche impresa europea maggiormente organizzata:
basti pensare che le due leader del mercato processano 7000 tonnellate di e-scrap annualmente in tutto.
Smontano e riciclano: in ogni apparato sanno che sono presenti tot grammi di platino, di argento, di rame e di oro.


Nel 2011 l'Argentina ha buttato 11 milioni di telefoni cellulari, da cui si ricaverebbero 250 kg d'oro: valore stimato? 12 milioni di dollari.
Ecco perché è un business e sono pochi quelli che ci sono arrivati.

Cenomani è in possesso dei contatti per intraprendere questo tipo di business con attori locali che già dispongono della logistica, il know-how e i permessi necessari.

Sei sicuro che questa non sia la tua opportunità per la tua impresa?

info@cenomani.com