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martedì 4 marzo 2014

Un piano per la diffusione dell'energia solare in Uruguay: opportunità per le imprese "green"

Quattro Istituti si impegneranno in una campagna  a favore dell’istallazione di impianti solari di carattere residenziale che aiutino le famiglie a risparmiare

In Uruguay, quattro Istituti si sono fatti carico di un piano a livello statale che permetta la diffusione di impianti solari che aiutino le famiglie della Republica Oriental del Uruguay a risparmiare.
 Nel corso dell’anno il ruolo di queste entità consisterà nel promuovere, all’interno del settore residenziale, l’istallazione di sistemi solari per la produzione di acqua calda in modo da consentire alle famiglie un notevole risparmio economico ed energetico. Attualmente la bolletta dell’energia equivale al 37% delle entrate di ogni nucleo, importo che dovrebbe ridursi notevolmente proprio grazie al  nuovo Piano Solare.
Secondo i dati tecnici rilasciati dagli esperti, ogni impianto riuscirà a coprire dal 60 al 90% del fabbisogno di acqua calda di ogni famiglia, diffondendo anche la cultura del risparmio idrico ed energetico nel paese.

A capo di questa iniziativa oltre all’Autorità nazionale per l’Energia, anche il Banco Hipotecario BHU, l’Unità che si occupa della regolamentazione dei servizi di energia e acqua (URSEA) e la società elettrica UTE Tech.
Le istallazioni, i cui costi vanno da 500 a 1500 dollari, saranno finanziate entro 60 mesi dalla BHU dopo aver ricevuto la delibera dell’Istituto di Norme Tecniche , laboratorio Tecnologico facente parte della facoltà di Ingegneria dell’Universidad de la República.
I finanziamenti saranno concessi con il BROU ( Banco Republica Oriental de Uruguay) che ha già attivato delle linee di credito ad hoc.

Se ciò non bastasse inoltre il piccolo ma importante stato latino americano, da tutti considerato ancora la Svizzera del Sud America, può offrire delle linee di credito per le PMI fino a 500.000 USD, per le imprese che decidano di investire sul suolo nazionale.

Cenomani è in grado di aiutare come consulente le imprese del settore delle Rinnovabili intenzionate a sondare il mercato uruguaiano, grazie alla fluida e continua collaborazione con entità pubbliche e private di Montevideo.




lunedì 17 febbraio 2014

Setenta sitios en Uruguay para instalar centrales hidroelectricas

Pequeñas centrales hidroeléctricas podrían generar 231 megavatios en Uruguay


Según un estudio elaborado por la Dirección Nacional de Energía  existen 70 sitios en Uruguay con las condiciones necesarias para instalar pequeñas centrales hidroeléctricas destinadas a la generación de energía eléctrica.
Si se realizase una mini central en todos los sitios hallados, se dispondría de una potencia instalada de 231,5 megavatios (MW)
El estudio indica que algunos proyectos serían económicamente viables y estarían ubicados en los ríos Arapey, Arenguá, Yi, Olimar, Tacuarí y Yerbal. El análisis se ha efectuado en todos los ríos del país exceptuando los fronterizos (Uruguay, Cuareim y Yaguarón)
Actualmente el 85% del potencial hidroeléctrico de Uruguay está en uso, con una acumulación de potencia de 1.815 MW. A pesar de que existe la posibilidad de contar con numerosas mini centrales hidroeléctricas, el estudio se centra en 20 casos en los cuales la viabilidad económica es rentable para los productores.
El ministro de Industria, Roberto Kreimerman, destaco la importancia de estas centrales desde el punto de vista de las políticas sectoriales a pesar de su pequeña contribución en cuanto a lo que generación eléctrica se refiere.

FRI (Fondo di Rotazione per l'Internazionalizzazione): finanziamento a chi decide di internazionalizzare la propria impresa

Il Fondo di Rotazione per l’Internazionalizzazione (FRI), sostiene programmi di investimento realizzati da imprese lombarde, in forma diretta o in joint-venture con altre imprese, finalizzati alla creazione di Insediamenti produttivi permanenti all’estero. Tali insediamenti sono da intendersi come stabilimenti produttivi o strutture operative finalizzate alla produzione di beni o all'erogazione di servizi e dotate di autonomia economica e tecnico funzionale.

Questa agevolazione:
  • sostiene le Micro Piccole e Medie Imprese lombarde nella realizzazione di programmi di investimento all’estero finalizzati alla realizzazione di nuovi insediamenti produttivi, centri di assistenza tecnica,strutture logistiche di transito e distribuzione internazionale. 
  • sostiene i progetti realizzati congiuntamente da più imprese lombarde;
  • semplifica le modalità di realizzazione dei progetti e riduce l’investimento minimo da parte delle imprese;

La dotazione finanziaria del bando è di € 4.200.000,00: la scadenza del bando è legata all'esaurimento dei fondi previsti.



A chi si rivolge

Possono richiedere l’Intervento Finanziario le PMI in qualunque forma costituite, ivi incluse le società cooperative e le società consortili, in  possesso di uno dei seguenti requisiti alla data di presentazione della domanda:
a. attive da almeno due anni nel settore manifatturiero (codice primario Ateco 2007 lett. C);
b. attive da almeno due anni nel settore delle costruzioni (codice primario Ateco 2007 lett. F);
c. attive da almeno due anni in uno dei seguenti settori dei servizi alle imprese (codice primario Ateco 2007):
  • J 62 Produzione di software, consulenza informatica e attività connesse;
  • J 63 Attività di servizi d’informazione e altri servizi informatici;
  • M 70 Attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale;
  • M 71 Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche; 
  • M 72 Ricerca scientifica e sviluppo; 
  • M 73 Pubblicità e ricerche di mercato; 
  • M 74 Altre attività professionali, scientifiche e tecniche;
  • N78 Attività di ricerca, selezione, fornitura di personale;
  • H 52.10 Magazzini di custodia e deposito per conto terzi;
  • H 52.24 Movimentazione merci.

I soggetti richiedenti devono inoltre, alla data di presentazione della domanda:
  • essere iscritti al registro delle imprese;
  • avere una sede operativa in Lombardia da almeno due anni

domenica 2 febbraio 2014

Progetto Surgelazione Rapida Individuale (IQF) in Paraguay: ricerca partner


Ricerca partner settore impianti surgelamento in Paraguay


Il Paraguay, assieme ai giganti Argentina e Brasile, è uno dei produttori mondiali più rilevanti di soia.

L'Edamame corrisponde ai fagioli della soia ancora in uno stadio acerbo che trova grande diffusione nella cucina asiatica, e recentemente nord americana.
Sta prendendo piede lo sfruttamento dello stadio precoce della soia in quanto si presta in maniera notevole per ciò che riguarda il surgelamento del bacello e/o dei fagioli, per poi essere immesso nel mercato sottoforma di preparazioni alimentari pronte, le quali in Europa e negli Stati Uniti raccolgono un gran numero di adepti.

In Paraguay attualmente rappresentiamo un'impresa del settore, con importantissimo socio del comparto food, con rete distributiva internazionale che ricerca un socio italiano apportatore di know-how nel settore degli impianti di  IQF ( Individual Quick Freezing) capace di contribuire in maniera significativa per ciò che concerne la tecnologia da applicare sul campo.

Con una struttura e una rete di vendita già consolidata, un portfolio clienti in Asia e Stati Uniti, l'impresa in questione è quindi alla ricerca di un potenziale partner per una new-co in Paraguay, con il fine di utilizzare impianti IQF di tecnologia italiana per il surgelamento dell'Edamame paraguaiano e l'immissione dei prodotti sui mercati mondiali.






mercoledì 22 gennaio 2014

Consorzi per l'internazionalizzazione, al via il bando 2014

Il Ministero dello Sviluppo ha definito per l'anno 2014 le modalità e i termini per la concessione dei contributi a sostegno dei progetti presentati dai consorzi per l'internazionalizzazione.
Il Ministero dello Sviluppo economico, con Decreto direttoriale del 10 gennaio 2014 (in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale), ha individuato, ai sensi del Decreto ministeriale del 22 novembre 2012 (G.U. n. 17 del 21 gennaio 2013), i termini e le modalità, per l’annualità 2014, per l’accesso dei consorzi per l'internazionalizzazione ai contributi.
I soggetti beneficiari
Sono ammessi i consorzi per l’internazionalizzazione, in possesso dei seguenti requisiti:
- essere costituiti ai sensi degli articoli 2602 e 2612 e seguenti del codice civile o in forma di società consortile o cooperativa da PMI industriali, artigiane, turistiche, di servizi, agroalimentari e agricole aventi sede in Italia; possono, inoltre, partecipare imprese del settore commerciale. E’ ammessa la partecipazione di enti pubblici e privati, di banche e di imprese di grandi dimensioni, purché non fruiscano dei contributi pubblici;
- avere per oggetto la diffusione internazionale dei prodotti e dei servizi delle piccole e medie imprese nonché il supporto alla loro presenza nei mercati esteri anche attraverso la collaborazione e il partenariato con imprese estere;
- avere uno statuto in cui risulti espressamente indicato il divieto di distribuzione degli avanzi e degli utili di esercizio di ogni genere e sotto qualsiasi forma alle imprese consorziate o socie anche in caso di scioglimento del Consorzio o della Società consortile o cooperativa;
- avere un fondo consortile interamente sottoscritto, versato almeno per il 25%, formato da singole quote di partecipazione non inferiori a 1.250 euro e non superiori al 20% del fondo stesso;
- non essere in liquidazione o soggetti a procedure concorsuali.
I consorzi dovranno possedere i requisiti richiesti in modo continuativo dalla data di domanda fino all’erogazione del contributo.




Progetto e iniziative finanziabili
progetti di internazionalizzazione ammissibili possono essere costituiti da una o più delle seguenti iniziative (da realizzare nel periodo 1/01/2014 - 31/12/2014):
- partecipazioni a fiere e saloni internazionali;
- eventi collaterali alle manifestazioni fieristiche internazionali;
- show-room temporanei;
- incoming di operatori esteri;
- incontri bilaterali fra operatori esteri e all'estero;
- workshop e/o seminari in Italia con operatori esteri e all’estero;
- azioni di comunicazione sul mercato estero;
- attività di formazione specialistica per l’internazionalizzazione, destinata esclusivamente alle imprese partecipanti al progetto. Tale attività non può costituire più del 25% del costo totale delle iniziative;
- realizzazione e registrazione del marchio consortile.
Per essere ammessi, i progetti presentati devono:
- avere un importo compreso tra 50.000 e 400.000 euro;
coinvolgere, in tutte le sue fasi, almeno 5 PMI consorziate provenienti da almeno 3 diverse regioni italiane, appartenenti allo stesso settore o alla stessa filiera; è possibile prevedere il coinvolgimento, attraverso un contratto di rete, di PMI non consorziate purché in numero non prevalente rispetto a quello delle imprese consorziate coinvolte. Il progetto presentato da consorzi con sede legale in Sicilia o Valle d’Aosta può anche avere una strutturazione monoregionale, prevedendo il coinvolgimento di sole imprese con sede legale in una delle citate regioni.
Il progetto può avere anche una durata pluriennale, con una articolazione massima triennale. In tal caso le attività previste devono essere strutturate e collegate tra loro in un’ottica di sviluppo strategico in merito agli obiettivi che si intendono raggiungere. La domanda di contributo deve essere presentata annualmente.
Spese ammissibili
Nell’ambito delle iniziative finanziabili, sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa:
- quota di partecipazione, affitto e allestimento di stand consortile presso fiere e saloni internazionali in Italia e all’estero. Il consorzio che partecipa alla manifestazione fieristica con più di uno stand deve dichiararlo e spiegarne le motivazioni; in tal caso nei singoli stand oltre ad essere chiaramente visibile il logo del consorzio, deve essere indicata l’ubicazione delle altre imprese consortili alla manifestazione e garantita una adeguata informativa che dia conto della complessiva partecipazione delle stesse imprese all’iniziativa consortile;
- affitto e allestimento di show-room temporanei;
- interpretariato, traduzione, servizio hostess, noleggio di attrezzature e strumentazioni;
- oneri di trasporto, assicurativi e similari connessi al trasporto di campionari specifici utilizzati esclusivamente in occasione di eventi promozionali;
- realizzazione del marchio consortile e relativi oneri di registrazione;
- brochure, cataloghi, materiale informativo, spot televisivi/radiofonici, pubblicità su siti web o su riviste internazionali: in lingua inglese e/o nella lingua veicolare del paese obiettivo del programma di internazionalizzazione;
- spese di viaggio e pernottamento per un massimo di 2 rappresentanti del consorzio (aereo in classe economica, alloggio in alberghi non superiori a 4 stelle o equivalenti) in occasione degli eventi promozionali previsti nel progetto;
- spese di viaggio e pernottamento di operatori esteri (aereo in classe economica, alloggio in alberghi non superiori a 4 stelle o equivalenti);
- spese di ricerca e selezione operatori esteri per la realizzazione delle iniziative previste nel progetto;
- spese per azioni dimostrative delle produzioni delle consorziate, realizzate in occasione delle iniziative previste nel progetto;
- creazione del sito web consortile in inglese e/o nella lingua veicolare del paese obiettivo del programma di internazionalizzazione;
- affitto sale per attività di formazione;
- onorari per docenti nei limiti massimi previsti dall’Unione Europea e spese di viaggio e alloggio (aereo in classe economica, alloggio in alberghi non superiori a 4 stelle o equivalenti);
- spese di coordinamento per la gestione del progetto di internazionalizzazione, esclusivamente nel caso in cui questo sia realizzato dal consorzio attraverso contratti di rete con PMI non consorziate, nei limiti del 5% del costo totale delle iniziative e, in ogni caso, non superiori a 10.000 euro. Condizione necessaria per l’ammissione è che il costo e la prestazione risultino da uno specifico contratto sottoscritto tra le parti e che venga inoltrato il curriculum del professionista;
- spese generali forfettarie non superiori al 10% del costo totale delle iniziative.
Agevolazioni
Il contributo, a fondo perduto, coprirà fino 50% delle spese sostenute ritenute ammissibili. Nell’ipotesi in cui la dotazione finanziaria non sia sufficiente a garantire l’erogazione dei contributi nella citata percentuale massima si procederà alla determinazione dei contributi stessi attraverso il riparto proporzionale delle risorse disponibili.
Presentazione domande di contributo
La domanda di contributo potrà essere presentata a partire dal giorno successivo alla pubblicazione di avviso nella Gazzetta Ufficiale del Decreto Direttoriale 10 gennaio 2014 ed entro e non oltre il 15 marzo 2014.
Il plico contenente la domanda nonché tutta la relativa documentazione, deve essere inoltrato (mediante raccomandata A/R oppure tramite corriere/spedizioniere) al seguente indirizzo: Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per le politiche di internazionalizzazione e la promozione degli scambi – Divisione VIII - Viale Boston 25 - 00144 Roma.
Copyright © - Riproduzione riservata
(Decreto direttoriale Ministero dello Sviluppo Economico 10/01/2014, in corso di pubblicazione G.U.)

giovedì 17 ottobre 2013

Produzione di due ruote a pedali in Argentina: + 160% negli ultimi 10 anni.

 
La ministra dell’Industria, Debora Giorgi, ha annunciato che la produzione locale di biciclette ha avuto una crescita del 160% durante gli ultimi dieci anni. Nell’attualità la produzione locale fornisce, quasi totalmente, il mercato interno che ha un volume medio di circa 1,3 milioni di biciclette/ anno. L’importazione è intorno al 2% del mercato.
La Ministra ha manifestato che l’industria di biciclette ha passato di fabbricare 700.000 unità nel 2003 a produrre 1,8 milioni nel 2011. L’aumento della produzione si spiega come risultato della politica di sostituzione delle importazioni che porta avanti il Governo Argentino negli ultimi anni.
In Agosto la Presidente Cristina Fernández ha inaugurato una nuova fabbrica di biciclette localizzata alla provincia del Chaco.


Real Estate: Cordoba, Argentina.

Due aziende di real estate developers, Go Real Estate e Inverco, investiranno circa 100 milioni di Euro nel progetto immobiliare Love Córdoba, che prevede la realizzazione di locali commerciali, uffici, case per abitazione e strutture per il tempo libero ed il divertimento. Il complesso conterá oltre 100 appartamenti distribuiti in cinque torri, un centro commerciale, un polo gastronomico, sale di cinema e aree dedicate alla grande distribuzione. Le unitá saranno finanziate in valuta locale per un termine di 15 anni.


SMEG presente sul mercato argentino.


Moon Manufacturer, azienda produttrice di apparecchi di aria condizionata e forni a microonde a Rio Grande (Provincia di Tierra del Fuego), ha annunciato un investimento di circa 8 milioni di Euro, per il proprio impianto, al fine aumentare la produzione a 60.000 unità all’anno. Il progetto permetterà creare, nel primo anno, circa 150 nuovi posti di lavoro e fabbricherà prodotti con marche proprie e per la italiana SMEG e la cinese GALANZ.

venerdì 27 settembre 2013

Perchè investire sulle RINNOVABILI in Argentina? i 4 motivi da tenere in considerazione

Rinnovabili in Argentina, perché investire?


L'Argentina da sempre rappresenta una delle terre con maggiori disponibilità di materie prime al mondo.
Non solo per la presenza della catena andina che le attribuisce la possibilità di possedere giacimenti superiori a qualunque altro stato di minerali preziosi e necessari per l'industria ( il litio, il borato, l'uranio, vi dicono qualcosa?), ma anche per le dimensioni sconfinate del territorio.
La Patagonia argentina (così come quella cilena, speculare ad essa) non solo è un richiamo per centinaia di migliaia di turisti all'anno ma è anche sito di estrazione dell' oro nero.



Eppure l'Argentina è in deficit energetico, ed è un deficit veramente pesante, nonostante il greggio, nonostante la maestosa centrale idroelettrica di Yaciretá, condivisa con i vicini paraguaiani, nonostante la presenza della centrale nucleare dell' Atucha.
L'Argentina da alcuni lustri è protagonista di operazioni politiche in ambito energetico che la vedono come esportatrice di materia prima (necessaria per il funzionamento delle proprie industrie nazionali) ed importatrice (a caro prezzo) di energia dai paesi contigui.
Pare paradossale ma è così; la conseguenza è quella per la quale il governo in carica ha promesso di raggiungere un ambizioso traguardo per il 2016: l'8% dell'energia consumata nel paese avrà come origine fonti non fossili, dovrà quindi provenire da fonti rinnovabili.
Lo stabilisce una legge, la legge 26.190/06, con la quale la "presidenta" Kirchner ha fissato questo traguardo, spalleggiata dai suoi consulenti ambientali.
La Patagonia si sa, è da un punto di vista eolico, il non plus ultra per chi decide di investire sui parchi eolici, e la maggior parte delle zone pre andine ed andine sarebbero spot ideali per la costruzione di parchi fotovoltaici ( a breve cominceranno i lavori di costruzione di un parco fotovoltaico da 50 MW nella provincia di San Juan).

Di fronte a questi dati, al governo argentino non rimane che andare incontro alle imprese nazionali ed internazionali, che decidano di investire sull'industria dell'energia rinnovabile:

tramite ENARSA (l'equivalente argentino dell' ENEL) ha creato un programma energetico nazionale, denominato GENREN con il quale lo stato Argentino si compromette nei confronti delle imprese produttrici di energia rinnovabile, acquistando su rete di distribuzione nazionale l'energia appunto prodotta dai privati, in misura di 1000 MW, con contratti di quindici anni.



Ecco quindi che affiorano le possibilità per le imprese italiane:

1) Lo stato argentino tramite il progetto GENREN, sostanzializza dei contratti d'acquisto dei pacchetti d'energia a dei prezzi che vengono fissati e calmierati ciclicamente da ENARSA: attualmente lo stato acquista ai terzi , pagando circa 180 USD MWh

2) L'argentina, dopo il default del 2001 sta ricostruendo un'industria nazionale che almeno in base alle volontà dovrebbe rincorrere quella brasiliana.
Notoriamente non esiste l'impresa media in Argentina, mentre fioriscono le PYMES (piccole e medie imprese), e resistono le corazzate di sempre.
Le grandi imprese argentine sono altamente energivore, motivo per cui sono alla continua ricerca di fonti certe d'acquisto d'energia, dato che lo stato, specie in alcune zone non riesce a soddisfare la domanda di queste imprese.


3) L'Argentina per lunghissimo tempo ha avuto le bollette energetiche più basse di tutta l'America Latina.
Cristallizzate grazie a decreti, sono rimaste a livelli paradossali per anni, e solo nell'ultimo anno stanno risalendo.
La tendenza sarà quella di assestarsi sui livelli del continente americano; il risultato quale sarà?
Le grandi imprese sceglieranno evidentemente delle alternative per le quali possano sostenersi da sole, ricercando distributori di energia diversi dallo Stato.

4) Dato il numero da capogiro di imprese agroindustriali che fino a ieri gettavano letteralmente gli scarti industriali, sarebbe miope da parte loro ma anche da parte degli investitori, non intendere come già da ora gli scarti agroindustriali siano la materia prima per impianti biogas ad esempio, che consentano di razionalizzare la filiera, per giungere ad un auto sostentamento, e infine alla possibilità di cessione dell'energia prodotta alla rete nazionale.





lunedì 23 settembre 2013

Bio-Tec, va a exportar sus tecnologias a Latino America

Bio-Tec Food Techologies, empresa del norte Italia va a comenzar a exportar sus maquinas a Latino America.
La firma italiana, si bien muy chica, supo desarrollar una tecnologia muy novedosa, apta para la conversion de productos de muy bajo valor agregado a productos semi derivados, de distintos rubros.
Despues haber tomado contacto con empresas de Ecuador, por medio de la Camara de Comercio de Guayaquil, y de haber conducido un road-show en la Argentina en la pasada primavera, Bio Tec esta terminando otras maquinas con la idea de exportar el know-how a empresas del rubro de molienda y a sociedades agropecuarias de trayectorias muy anchas.


Que hacen las maquinas Bio Tec?

Responde el dueno, Remo Lizzini, quien destaca como las maquinas estan hechas a medida:

"

las maquinas separan y clasifican las biomasas, segun su proprio peso especifico y tamano...toma comienzo el proceso, con el producto en entrada (con humedad maxima del 14% y tamano max de 2-3 mm) que va a ser pulverizado por medio de un potente micronizador.
El producto en entrada asì viene separado y clasificado a medida (es decir que a gusto podemos separar por ej.  el gluten del amidon, las proteinas, de las fibras etc.) en los tres ciclones (las tres tolvas), para llegar al producto final (foto a la derecha):
 de los tres ciclones obtuvimos tres productos distintos, de distinto tamano, aptos para sectores diferentes.



En estas fotografias vieron como la maquina ha procesado Salvado de Trigo.

Los que obtuvo la maquina fue de separar la harina pegada al endospermo, y rescatarla (en la cajita a la derecha).
En el medio va a haber un salvado muy finito apto para alimentacion humana y animal, y a la izquierda es la parte mas gruesa del salvado, limpiado de la harina.
De esta manera es posible conseguir un salvado limpio, apto por todo uso, y la mejor harina que si no hubiero sido perdida en el proceso.
Un molino comun y corriente de Latino America, esta perdiendo hasta 1 ton de la mejor harina por hora.
Con la maquina inserida en las ultimas etapas de un diagrama de trabajo de un molino seria posible rescatar el 80%/90% de aquella harina."



Bio-Tec srl esporterà tecnologia italiana in Latino America

L'impresa della provincia di Cremona, Bio-Tec Food Techologies, sta procedendo spedita nella costruzione di macchinari separatori di biomasse, per l'esportazione delle stesse in alcuni paesi dell' America del Sud, in cui alcune imprese del settore molitorio e della conversione dei rifiuti agro, si sono dimostrate interessate all'innovativa tecnologia.


La Bio-Tec nella scorsa primavera ha affrontato una sorta di road-show in Argentina, presentando le potenzialità delle proprie macchine, in riunioni con privati e con alcuni municipi della provincia di Buenos Aires tra cui la città di Pergamino.
La tecnologia Bio Tec si basa sulla micronizzazione e classificazione dimensionale delle biomasse sulla base del peso specifico e della dimensione.
Tramite l'utilizzo di un potente micronizzatore, la biomassa in entrata viene processata e passando attraverso tre distinti cicloni viene separata/classificata sulla base del proprio peso specifico.
L'operatore, che può essere un mulino, ma anche un'impresa agricola che processa gli scarti agro industriali, opterà quali proprietà isolare , e lo farà su misura:

sarà possibile ottenere così da una parte gli amidi o il glutine, dall'altra parte isolare la parte proteica o quella fibrosa.



Dopo diverse richieste ricevute dalla Camera di Commercio di Guayaquil in Ecuador, e da imprese del settore molitorio in Argentina, l'impresa cremonese metterà in agenda l'ipotesi di portare un macchinario in provincia di Buenos Aires, ove condurre test, ad uso e consumo delle imprese locali.

per info:

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mercoledì 18 settembre 2013

Pellet di legno di Eucalipto: Impresa argentina ricerca partner per sviluppare progetto.

Impresa argentina che si dedica alle rinnovabili ricerca partner italiano per progetto relativo a pellets da biomassa.

Descrizione dell'opportunità:
Il progetto proposto dalla società argentina contempla due fonti distinte di reddito: da un lato il processo di pellettizzazione della biomassa utilizzando i residui del settore silvicolo, con conseguente commercializzazione del prodotto in Argentina ed esportazione, e dall'altro lato, è previsto l'acquisto di terreni a basso costo apportando al business il plus, per ciò che concerne l'incremento produttivo.
Oggi la produzione della biomassa utilizza come materia prima i residui delle segherie e degli impianti connessi, quindi la segatura.
Tuttavia si prospetta che il prezzo dell'anzidetta segatura subirà degli aumenti considerevoli di pari passo al fatto che la produzione di pellets di biomassa si consolidi. Per questo , l'opportunità commerciale considerata pianifica l'acquisizione di terreni marginali a bassissimo prezzo per assicurare un accesso facilitato alla materia prima , a un valore nettamente inferiore a quello di mercato, presentando un TIR del 20,6%, e un'acquisizione di valore del terreno del 35%, in uno scenario pessimista.










Il prodotto:
La produzione consiste in pellets di legname di eucalipto, pianta che prolifera nella provincia di Entre Rios.
Trattasi di pianta che concede un'alta resa sulla superficie piantata, oltre al fatto di poter produrre pellets di qualità elevata. Inoltre sono piante che accettano di buon grado cambi climatici.
Producendo su terreni propri, i costi di produzione sono significativamente più bassi rispetto a quelli che si avrebbero comprando la materia prima o affittando i terreni.
Il progetto acquisirà valore partendo dall'acquisizione dei terreni marginali, per la messa a dimora di piante dall'alto tasso di crescita ed ad alta densità, come sono gli eucalipti.
Il processo produttivo verrà cpondotto con le tecnologie più avanzate, rispettando così gli standard qualitativi richiesti dai mercati internazionali.
La media produttiva sull'ettaro oscilla tra le 80 e le 85 tonnellate, con un costo di pellettizzazione che varia dai 15 ai 20 USD / tonn



Mercato destino:

Il mercato target è quello europeo dato che attualmente è quello che maggiormente consuma pellet da biomassa:
Olanda, UK, Polonia ,Danimarca, Svezia, Italia sono tra i grandi attori internazionali.
Nonostante l'intenzione di esportare rimane anche la volontà di rifornire il mercato locale argentino.
La domanda mondiale per l'item in questione è in netta ascesa ed è insoddisfatta:
l'offerta argentina è di 50.000 ton annuali , quasi totalmente esportate.
Il numero globale relativo all'offerta è di 20 milioni di tonnellate annuali.
In Europa nel 2012, l'Europa ha consumato 12,7 milioni di tonnellate (il 63% del pellet offerto), a un prezzo medio di 240 USD la ton.
Solo il mercato europeo genera flussi che superano i 3.000 milioni di USD.



L'impresa argentina, chi è, e cosa fa.

L'impresa argentina è ubicata nella provincia di Entre Rios, a nord di Buenos Aires.
La società locale che ricerca il partner dispone di un equipe di professionisti con esperienza nell'ambito delle energie rinnovabili, finanza e business nel settore Agro.
La compagnia si specializza in disegnare, valutare e monitorare progetti relativi alle rinnovabili dopo anni di esperienza in questo ambito.
L'impresa argentina inoltre ha già all'attivo l'alleanza strategica con un partner britannico che a progetto completo si muoverebbe come rappresentante ufficiale dell'impresa, occupandosi della commercializzazione del prodotto in alcune aree nord europee.



Su di un progetto che sfiora i 5.000.000 USD al partner italiano si richiede in equity uno sforzo pari al 10% dell'investimento totale.

Chiamata internazionale a Marzo per la concessione del giacimento di Vaca Muerta (Neuquen)



Reuters informa che la provincia di Neuquen, a Marzo realizzerà una licitazione internazionale per la concessione dell'ambita area di Vaca Muerta, che secondo prospezioni effettuate da YPF, dovrebbe contenere 661 billioni di barili di petrolio e un ammontare di gas naturale ancora non stimato.




Viene considerato uno dei giacimenti di risorse naturali più ricchi ed estesi dell'emisfero occidentale.
 Il concessionario anteriore è stato di recente messo fuori gioco dalla provincia di Neuquen, dato che non aveva ancora cominciato i lavori sull'area.




Cenomani può mettervi in contatto con imprese del settore in Argentina, per poter profittare della licitazione a Marzo.

lunedì 12 agosto 2013

Sorgo zuccherino per la produzione di bioetanolo di seconda generazione

Mediante la fermentazione delle biomasse è possibile ottenere uno dei biofuels più ricercati attualmente e che per forza di cosa sarà molto in alto nella lista dei temi da sviluppare da parte dell' Unione Europea e dei paesi aderenti: il bio etanolo (o alcool etilico)
Perché più ricercati?
Prima di tutto per un'idea di sostenibilità.
Ma dato che non siamo qui per raccontarcela è per motivi prettamente produttivi ed economici.



Partiamo dal principio, anzi dalla fine:

un pool di imprese argentine, composte da imprese di sementi, cerealicole, proprietari terrieri ed investitori, ha deciso di scommettere sulla coltivazione e sull'esportazione in Europa del sorgo zuccherino, in grossa quantità, per essere utilizzato da impianti di prima generazione che fino ad oggi utilizzano in fermentazione, mais, barbabietola da zucchero, cereali e comunque materie prime che sono sottratte all'alimentazione umana.
Il sorgo zuccherino viene invece individuato normativamente come risorsa di seconda generazione e quindi diverrà intuitivamente una delle materie prime più ricercate dai produttori di bio etanolo, per il fatto di avere rese calorifiche molto elevate (poco più basse della canna da zucchero), ma molto più alte di mais e dei cereali in genere, oltre che delle biomasse ligneo cellulosiche strettamente considerate.



Secondo la proposta di Direttiva sui Biofuels che verrà discussa a breve dall' UE ( Dir. 595- 2012 UE) nell' Appendice IX, parte a) si fa riferimento alla bagassa, interpretandola come scarto del sorgo zuccherino, tra le altre materie prime.

Ivi, si indica che le imprese che faranno uso di tali materie prime in entrata, per la produzione di biofuels, godranno di facilitazioni, in quanto ai fini dell' abbattimento dei gas serra, il sorgo verrà valutato quattro volte il proprio rendimento calorifico (a differenza per esempio della barbabietola, della canna da zucchero, del mais, dell'orzo ecc.) e che verrà visto in ottica positiva secondo i nuovi criteri ILUC, di impatto indiretto sul suolo.

Sarà una maniera per sferrare un colpo basso ai produttori di Bio Diesel e di dare nuova linfa al Bio Etanolo.

Ora siete ancora convinti che il Sorgo non meriti una chance sul nostro mercato?


per qualunque tipo di informazione:

info@cenomani.com

mercoledì 3 luglio 2013

Azienda leader in Argentina per i formaggi caprini, ricerca partnership italiana

A ridosso della cordigliera andina in Argentina, nella provincia di San Luis, sorge una ditta specializzata nella produzione artigianale, ma con metodologie di produzione che rispettano gli standard internazionali, di formaggi di capra, attualmente leader in Argentina e già esportatrice dei suoi prodotti nell'areale Mercosur.







La scelta delle razze è da tempo caduta su Saanen, Anglo Nubian e Toggenburg Breedson, che garantiscono un alto standard di qualità dei prodotti.

L'impresa argentina in questione è interessata ad espandersi ulteriormente al di fuori della regione Argentina e ha nel mirino l'intero mercato Mercosur.
Per farlo necessita la partnership di un'impresa italiana del settore, che si dedichi da tempo alla produzione di formaggi di capra, per poter migliorare i propri metodi di produzione.

Le metodologie di partecipazione da parte dell'impresa italiana possono essere discusse ampiamente, con grande elasticità.


Per maggiori informazioni:

info@cenomani.com

www.cenomani.com

martedì 2 luglio 2013

Sorgo zuccherino per la produzione di bio etanolo di seconda generazione

L'Europa ha da tempo cominciato la sua rincorsa personale alla produzione di bio etanolo, come sostituto e più spesso come additivo per i bio carburanti.
Paesi come il Brasile già lo fanno da più di trent'anni, e l'Europa, frenata dagli interessi dalle grosse compagnie di carburanti tradizionali è rimasta indietro a lungo.
Adesso Germania, Spagna, Francia, Svezia fanno da capofila per una lista di paesi (in cui l'Italia si sta riprendendo) che sono sempre più aperti alla conversione tramite fermentazione, di biomasse in carburante biologico, il bio etanolo di seconda generazione, che prende vita dalle fibre degli scarti di mais, barbabietola da zucchero, canne di palude, sorgo e così via.
Da tempo si sta mettendo a fuoco anche il tema della materia prima migliore per l'estrazione dei biofuels.

Il sorgo zuccherino, una varietà del sorgo comune, può essere la risposta ai problemi energetici.
Prima di tutto il rendimento calorifico:
quattro volte superiore al mais,e superiore di netto alle varie specie di canne palustri, oltre che alla barbabietola da zucchero.

Inoltre assicura un risparmio del 70% delle emissioni dei gas serra.

Quindi risulta essere una risorsa preziosissima per gli attuali utilizzatori e produttori di bio etanolo in Europa, che oggigiorno preferiscono ancora utilizzare altre fibre, comunque non in competizione con il contesto alimentare.


Attualmente in Argentina ci si sta fattualmente preparando per la semina primaverile (Settembre) che consentirà a Gennaio 2014 di poter esportare in Europa grosse produzioni di questo tipo assicurando una scorta energetica notevole per gli addetti ai lavori.

A settembre 2013 l'Unione Europea procederà alla nuova riforma in ambito energetico e di carburanti, la quale con tutta probabilità menzionerà il sorgo zuccherino come diretto competitor delle biomasse di prima generazione, e che quindi avrà, nell'ottica dell'ottemperamento dei limiti imposti dall'Unione, un ruolo sempre più importante.

La tua impresa produce o utilizza bio etanolo?

contatta Cenomani

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Costruzione del tunnel internazionale Paso Aguas Negras che unirà Cile ed Argentina

Il primo luglio si è aperta la chiamata internazionale a imprese da tutto il mondo per la costruzione di una grande opera d'ingegneria sullo sfondo del Mercosur:
il tunnel Paso Agua Negra non solo unirà all'altezza delle Ande, nella provincia argentina di San Luis, appunto Argentina e Cile, ma consisterà nel primo passo che poi porterà al secondo tratto, che farà da anello tra Uruguay e Brasile.
In questo modo di creerà un corridoio Pacifico-Atlantico di straordinaria importanza, non solo commerciale.



Le entità binazionali di Cile ed Argentina hanno compiuto una chiamata per tutte quelle imprese che possano dimostrare di aver compiuto negli ultimi vent'anni lavori ingegneristici quali tunnel automobilistici di lunghezza pari almeno a 5 km.



Sono già presenti le imprese cilene ed argentine che sono pronte ad "accogliere" partner internazionali per la realizzazione dell'opera di ingegneria forse più importante del secolo nel Latino America.

Cenomani è in contatto con dette imprese e può fungere da rappresentante e utile giuntura con le entità che si occupano di questa costruzione, statali e private.


lunedì 10 giugno 2013

Eolico: 39MW in Patagonia. Cercasi partner


Impresa multinazionale dell’energia rinnovabile ricerca partner investitore per parco eolico in Patagonia da 39 MW



Settore: Energie rinnovabili, Eolico
Descrizione dell’opportunità:
Il progetto rappresenta un’eccellente opportunità di investimento con la possibilità di ottenere un contratto di acquisto dell’energia prodotta per 15 anni, con valori di MW/h tra i più alti della ragione, con leggi che incentivano e promuovono i progetti rinnovabili, eolico in questo caso, che permettono di ridurre le imposte, oltre al fatto che in Patagonia è già comprovato il rendimento eolico.
Descrizione del prodotto/servizio:
Il progetto prevede l’installazione di aerogeneratori la cui potenza totale sarà di 39MW. Si connetterà a una lina di 132 KV già esistente, a 2 km dal nuovo impianto e che forma parte del sistema connettivo energetico nazionale (SADI).
Il progetto consta inoltre di una campagna di rilevamenti eolici di 2 anni e ne possiede la certificazione relativa.
Il certificato ambientale della Segreteria di Ambiente della provincia è già stato rilasciato.
In tramite risulta la richiesta di abilitazione dell’impresa come Agente del mercato grossista energetico.
Descrizione del mercato:
Attraverso la risoluzione 108/2011, la Segreteria d’Energia ha abilitato la realizzazione di contratti di fornitura energetica tra il MEM (mercato energetico grossista) e le offerte disponibili di generazione a partire da fonti rinnovabili, con una vigenza di fino 15 anni (con 18 mesi di proroga).
Vantaggi di operare con l’impresa promotrice del progetto:
L’impresa ha molta esperienza nel mercato, dato che già è in possesso di parchi eolici in Germania (paese d’origine delle casa matrice), e da 5 anni si sta sviluppando in America Latina, avendo già progettato impianti per più di 3.500 MW in Brasile, Cile e Uruguay.
Da cinque anni l’impresa sta operando in Argentina ricercando partner apportatori di capitali.



 Contesto in cui opera l’impresa:
Attualmente l’Argentina fa fronte a una crescita della domanda energetica pari a un 5-6% annuale e che comporta un conseguente innalzamento della produzione.
In virtù della già citata legge che incentiva in Argentina l’utilizzo delle rinnovabili, dato che entro il 2016 l’8% del consumo elettrico dovrà essere ex fonti rinnovabili è chiaro come sia primario l’interesse del paese per imprese estere che operino in questo settore.
Con un fattore di capacità superiore al 60%, una distanza ridottissima dalla rete elettrica nazionale (2 km) e un porto a soli 30 km vi sono pochi progetti con aspettative tanto rosee.


Ubicazione: Puerto Deseado, Santa Cruz, Argentina
Importo tot. Stimato del progetto: US$ 80.000.000,00
Importo richiesto al partner: US$ 16.000.000,00
Período di recupero: 5-10 años
Proposito dell’investimento: Nuova unità produttiva
Destino: macchinari ed equipaggiamento
Incentivi:  benefici fiscali, reintegro degli investimen

sabato 27 aprile 2013

Ricerca investitore per installazione di un impianto di produzione di generatori elettrici a partire dall'energia elettromagnetica



Il progetto consiste nel produrre generatori ad alta efficienza che sfruttino l'energia elettromagnetica, un tipo di tecnologia ancora innovativa nella regione argentina, ancora inutilizzata in sede di elaborazione di generatori.
Si prevede di realizzare accordi con le principali catene di distribuzione del paese.
Il cash flow prevede vendite annuali di 2 milioni di USD il primo anno, 10 il secondo e 22 già al terzo, con una TIR del 50,80%.



I prodotti saranno generatori elettrici da 3 KW, che non richiedano combustibili fossili.
L'energia elettromagnetica che alimenterà questi generatori, è immagazzinata attraverso l'utilizzo di ossidi,assicurando una vita utile ai generatori di circa 10 anni.
Si prevede un prezzo di vendita di circa 990 USD e la produzione sarà delegata a vari soggetti i quali avranno accesso solo a parte del disegno industriale e non al know-how nel complesso.
I componenti ricevuti nell' impianto saranno assemblati e testati, in seguito imballati per essere distribuiti ai retailers.

Il mercato argentino di generatori elettrici è in pieno sviluppo; attualmente le vendite si aggirano sulle 9000 unità annuali e si stima un mercato potenziale di 440 milioni di UDS nei prossimi anni,
in seguito al costante aumento del PIL argentino e al conseguente incremento del consumo elettrico, il quale ha creato una necessità incipiente di collocare dei generatori come back-up.



Attualmente i generatori fabbricati o importati funzionano con fonti combustibili fossili, richiedendo all'utilizzatore finale una spesa permanente e continua: i competitors sullo scenario sono
Honda, Kawasaki e Taiguer.
La strategia commerciale dell'impresa promotrice è quella di consolidare alleanze strategiche con i grossi distributori del paese, offrendo commissioni elevate e alta formazione del personale.
Allo stesso modo è previsto soddisfare le richieste del mercato interno per poi procede all'esportazione verso quei paesi che costantemente sono in deficit energetico (Bolivia, Paraguay ecc.)

L'impresa promotrice sta brevettando il prototipo, che ancora rappresenta un elemento di novità sul panorama argentino.
Inoltre l'esperienza acquisita in seguito ad anni di collaborazione con grossi gruppi internazionali (IBM, Volkswagen, Capgemini) e la certificazione PMI (project Management Institute) fanno dell'impresa promotrice di codesta opportunità un partner affidabile e competente.


Ubicazione: Escobar, Buenos Aires, Argentina
 Importo tot stimato del progetto: US$ 3.000.000,00
Importo richiesto all'investitore: US$ 1.500.000,00
Período di recupero: 2-5 anni

venerdì 1 marzo 2013

Ricerca investitore e know-how italiano per allevamento suino a Cordoba (Argentina)

Creazione di un allevamento suino da 300 scrofe all'anno. 

Un'impresa argentina della provincia di Cordoba, aspira a progredire nel settore suino e all'esportazione a medio termine. Necessita investitori e apportatori di know-how, in special modo da imprese italiane del settore.

Settore: ALLEVAMENTO



Descrizione dell'opportunità: trattasi della ricerca da parte di un'impresa argentina di un partner investitore che condivida l'iter per l'installazione di un allevamento intensivo suino con la finalità di raggiungere, nel termine di un anno, le 300 scrofe e la vendita settimanale di circa 100 suini dal peso di 110/130 kg.

La peculiarità del promotore è quella dell'alimentazione dei suini, che consiste in mangimi di mais e soia combinati con siero vaccino che l'impresa riceve gratuitamente.

Ciò genera un risparmio al produttore che oscilla tra il 20 e il 30% nei costi d'alimentazione, di qui discende una resa dell'impresa del 25% sulle vendite.

Il mercato suino sta vedendo un aumento del 20% di bestie macellate ogni anno, con 9,80 $ pesos argentini sul kg macellato.

Il prodotto da commercializzare è la carne suina, dai lattoni (15-20kg occasionalmente) a suini magri (in quanto 110/130 kg per i criteri europei non corrisponde ancora a un suino pesante).

Una volta consolidatosi il tema della filiera, si passerà a processare la carne e penetrare il mercato dei salumi suini.

Descrizione del mercato:

Inizialmente i lattoni si commercializzano tramite un circuito di vendita minorista (macellerie ecc), mentre i suini adulti ai macelli e alla GDO.
I grandi operatori del mercato sono macelli come Swift o Paladini che hanno produzione propria di oltre 10.000 scrofe, oltre all'acquisto ad altre imprese, visto che il numero non è sufficiente per coprire la domanda.
Il mercato numero uno per il consumo di carne suina è la Cina, poi l'Unione Europea, il Brasile e il Giappone.

L'aumento di consumo di carne suina nel settore è notevole, specie in Asia.

Dopo una prima tappa di consolidamento nel mercato interno si passerà all'esportazione.


Vantaggi di operare con l'impresa promotrice del progetto:


Attualmente l'impresa ha una media di 20 lattoni per scrofa, con probabilità elevate di aumentare rapidamente lo stock.

L'impresa al momento ha 50 scrofe e 3 verri, che generano una vendita settimanale di 30 lattoni (tra i 10/15 kg) alla settimana.

Tra i clienti emerge la figura di un ipermercato molto conosciuto nel paese.

Rispetto all'equipe lavorativa, l'impresa conta su un veterinario con esperienza nel settore suino e un nutrizionista che contribuisce a delineare la dieta bilanciata degli animali.

Il produttore ha più di 10 anni di esperienza nel settore.


Descrizione del contesto:

Il contesto è favorevole per diversi motivi: la carne di maiale è la prima nel consumo mondiale (superando quella bovina e avicola), raggiungendo un consumo medio per abitante di 16 kg all'anno.

Nel 2002 l'Argentina ne consumava 5 kg/anno a persona, oggi supera i 9 kg.

Il mercato argentino ha un'offerta che non riesce a coprire la domanda, data la relativa novità del settore nel paese, a lungo tempo oscurato dal settore bovino.

Inoltre è opportuno sottolineare come gli avanzamenti nel settore biogenetico animale hanno e stanno producendo innovazioni importanti per gli investitori.


Informazioni aggiuntive:


Ubicazione: MORTEROS, Córdoba, Argentina


Importo totale stimato del progetto: US$ 1.000.000,00


Periodo de recupero ROI: 2-5 anni


Importo richiesto all'investitore: US$ 500.000,00


Proposito dell'investimento: Nuovo impianto, Aumento della capacità produttiva,ingresso in nuovi mercati esterni, know-how


Destino dell'investimento: macchinari ed equipaggiamento


Tappa attuale del progetto: progetto iniziato -L'impresa dispone di terreno di proprietà. La produzione attuale è relativa a 50 scrofe; l'allevamento dispone gratuitamente di siero vaccino per la produzione di mangime proprio. Già commercializza i suoi prodotti e attualmente ha un ipermercato conosciuto come principale cliente.


Incentivi: Crediti a tasso sussidiato, agevolazioni finanziarie

Informazioni sull'impresa:


Fatturazione annuale in milioni di USD: < 2                                      


Anni dell'impresa: 5-10 anni

Percentuale derivante da esportazione: 0%



Numero impiegati: < 50